Email Marketing Strategie

Email Marketing – Parte 02 | Strategie

OGGETTO DELLA MAIL

È l’aspetto più importante di una comunicazione, quello che determina il reale tasso di apertura di un’email.

È la pietra miliare dell’email marketing, è quell’elemento che riesce a convincere il destinatario o che al contrario lo invita a cestinare il messaggio. Può essere costituito anche da una sola parola, o al massimo da una brevissima frase. Descrive in sintesi il contenuto della comunicazione: specifica ciò che si invia, a chi e per quale scopo. È un mix di intuizione, buone pratiche di comunicazione e capacità di persuasione.

Di cosa parliamo? Abbiamo descritto le caratteristiche dell’oggetto di un’email ovviamente!

Di seguito tre utili consigli che ti possono aiutare nella formulazione del subject (Oggetto).

  • Se stai facendo una promozione e vendi a 50 euro un prodotto che ne costa generalmente 100 è preferibile scrivere “50% di sconto” o “-50%” che “A metà prezzo”. Cerca la sintesi, ma anche la chiarezza e l’immediatezza.
  • Utilizza la giusta punteggiatura. Non sprecare punti e virgole inserendoli quando non servono. Inserisci il punto esclamativo solo se è necessario dare enfasi alla frase. Se desideri evidenziare unaporzione del testo inserisci un trattino orizzontale o verticale.
  • Sii realistico ed evita slogan o affermazioni esagerate: non c’è cosa peggiore per un destinatario del leggere una comunicazione con un oggetto che non ha corrispondenza con il contenuto dell’email. Si inganna chi riceve la comunicazione e si crea un’implicita delusione. Si tradisce la fiducia di un potenziale cliente.

L’oggetto dell’email ha alcune funzionalità specifiche:

  • Conferisce importanza all’email: una newsletter informativa con un oggetto che riporta la data di invio ha generalmente contenuti meno prioritari di una dem. “Newsletter Settimanale – 1 Marzo 2012” è meno importante di “Scopri l’offerta a te riservata.
  • Deve essere intrigante. Nessuno si lascia affascinare da un’email con un oggetto senza senso, monotono, privo di brio.
  • Deve essere interessante. Il destinatario della comunicazione dall’oggetto deve cogliere elementi di interesse che possano facilitare la lettura dell’email.

Come possono essere raggiunti questi obiettivi?

  • Se hai una news comunicala subito nell’oggetto dell’email. La curiosità dei clienti è un’arma a tuo vantaggio: i clienti attendono sempre di conoscere le novità di un prodotto o di un servizio.
  • Se proponi un’offerta, utilizza parole efficaci e convincenti, non banali.
  • Nell’oggetto potresti proporre una domanda ai tuoi destinatari la cui risposta deve essere recuperata solo con la lettura dell’email. Un po’ di suspense può aumentare il tasso di apertura dell’email.

LE PAROLE DA NON SCRIVERE NELL’OGGETTO DI UN’EMAIL

Le parole sono importanti per ogni genere di comunicazione. Nell’email marketing alcune parole sono proprio nefaste. Se le inseriamo nell’oggetto di un’email potrebbero compromettere la buona riuscita di una campagna: l’email potrebbe essere catalogata come spam.

Ecco l’elenco delle parole che è sconsigliato utilizzare.

  • Gratis, free, omaggio, regalo e simili.
  • Punti esclamativi o punti interrogativi in successione.
  • Grandissima, furbissima, intelligentissima, offertissima e tutti gli
    altri superlativi assoluti.
  • Termini medici.
  • Vocaboli legati ai giochi on line, al guadagno on line o le parole
    trading e forex.
  • Simboli come &, $, / #.
  • Parole dentro le parentesi quadre [ ].
  • Parole come warning.
  • Espressioni come “Comunicazione importante”.
  • Troppi numeri all’interno di un testo stringato.

LE PRINCIPALI REGOLE DA SEGUIRE

Tenendo conto sia di ciò che nel mercato sembra funzionare sia delle scoperte e delle riflessioni scaturite dai precedenti articoli, propongo ora un elenco di aspetti che ritengo non essere trascurabili nel concepire e nel gestire il rapporto con il destinatario di una Email commerciale, di una Newsletter ma anche in una semplice Email scritta tra il caffè e la sigaretta il lunedi’ mattina…:

1. Coerenza dell’identità del mittente

Indirizzo email (campo “Da:”), presentazione se necessaria (“Sono…”) e la firma (signature) abbiano sempre dei tratti comuni rispetto all’identità del mittente. I tratti sono segni che identificano il garante e quindi l’affidabilità della mail stessa.

2. Referenze del mittente

La firma e le prime righe dopo la presentazione vengano utilizzate dal mittente per incrementare la propria autorevolezza e per condividere parte di sé con il destinatario.

3. Condivisibilità del campo “A:”

Il destinatario reale possa sempre riconoscersi nel destinatario manifestato dal messaggio, anche nel caso sia il nome di un gruppo o di una azienda. Senza condivisione non esiste comunicazione né tanto meno la greca pístis (fiducia).

4. Condivisibilità e pertinenza del campo “Oggetto:”

Chi legge possa sempre riconoscere come condiviso il tema generale del messaggio e ritrovare il suo interesse in esso. Nel caso specifico di una newsletter, l’utente ha dato il permesso di riceverla.

5. Permanenza nel tempo delle istruzioni

In una newsletter come cancellarsi, come cambiare indirizzo email e come contattare il mittente siano istruzioni comunicate sempre e come sempre siano facilmente rintracciabili.

6. Esplicitazione del permesso dato

Se è necessario, il mittente comunichi all’iscritto di essere soggetto al permesso che lui stesso (l’iscritto) gli ha dato. Realismo.

7. Dire solo ciò che è valido e il perché

Il Marketer non elenchi tutti i prodotti o servizi accumulati negli anni. Dica solo ciò che per lui vale in quel momento e ne espliciti le ragioni.

8. Realismo nell’abbondanza delle offerte

Di ciò che vale comunicare al destinatario se ne comunichino i benefici probabili e i vantaggi verosimili e se ne dia le ragioni.

9. Incremento dei luoghi di condivisione dell’interesse espresso

Se presenti, il mittente comunichi le pagine Web e i luoghi fisici dove è possibile una condivisione con il destinatario su ciò che gli interessa. La condivisione incrementa i segni che possono portare il lettore ad aumentare il suo credito verso il marketer.

10. Dire il perché del “dirlo a un amico”

Il mittente faciliti la dinamica naturale per cui una cosa che vale viene comunicata, dandone le ragioni nel testo (viral marketing).

11. Dettagliare la richiesta del feedback

Il mittente proponga all’iscritto campi e argomenti su cui è possibile (non necessario) ottenere un feedback. Il provocare, ad esempio, facilita l’utente ad esporsi in un giudizio.

12. Argomentare la privacy dell’iscritto

Il mittente non dica semplicemente di non essere uno spammer: dettagli tutte le possibilità di lesione della privacy del destinatario che non verranno da lui (marketer) attualizzate.

STRATEGIE PER AUMENTARE LE APERTURE

Un’email con un tasso di apertura superiore al 30% denota un buon successo della campagna di email marketing. Come è possibile migliorare i tassi d’apertura? Certamente con una buona esperienza, con una discreta conoscenza del target di riferimento, ma anche con qualche principio psicologico che studia il comportamento degli utenti. Di seguito un trucco per incrementare il successo delle vostre campagne.

Crea una Call to-Action che funziona!

Nel momento in cui un destinatario riceve un’email si verificano due scenari: l’utente apre subito l’email oppure non la legge mai più! Crea in chi riceve l’email quel senso di “urgenza” che lo porta a scoprire subito il contenuto della comunicazione. Secondo lo psicologo comportamentale Howard Leventhal una comunicazione ha un carattere d’urgenza e ha un forte impatto emotivo se all’utente vengono chiaramente e semplicemente spiegate le conseguenze di un determinato gesto.

Howard Leventhal ha, ad esempio, studiato gli effetti di una campagna sulla sicurezza stradale attraverso l’utilizzo di due immagini diverse: da una parte una semplice cintura di sicurezza con un messaggio ad effetto e dall’altra l’immagine di un uomo morto, con il cranio fracassato in seguito ad un incidente stradale su un’autovettura. La seconda immagine ha sortito maggiore successo rispetto alla prima proprio perchè molto più esplicita.

Una comunicazione che suggerisce come evitare una situazione problematica e quali sono le conseguenze di un determinato gesto ha un altissimo potere persuasivo. Alla stessa maniera, con le email, è importante, in modo semplice e schematico, indicare quali sono le azioni che il destinatario dovrà compiere dopo aver cliccato sul link e quali saranno gli effetti del suo click.

Nella creazione dell’email e soprattutto nell’oggetto, deve essere inserito quel senso di urgenza che convince l’utente ad aprire per primo la comunicazione. Indica alcuni semplici comandi: l’inclusione di chiare azioni dà sicurezza ai lettori e scaturisce delle emozioni positive che producono un click. Un po’ di psicologia sociale anche nell’email marketing è fondamentale.

SPEDIRE EMAIL CON UN MITTENTE CORRETTO

Hai creato una buona comunicazione dal layout accattivante ed in linea con i principi fondamentali dell’email marketing, ma i tassi di apertura delle tue email non sono come te li aspetti?

Hai provato a valutare l’efficacia dell’indirizzo email da cui spedisci? Anche il mittente che utilizzi può determinare il successo di una campagna di email marketing. Ti consigliamo di effettuare alcune utili verifiche.

  • Utilizza un indirizzo di posta valido e realmente esistente
  • Non utilizzare un indirizzo email inesistente, ma utilizzane uno su cui gli utenti possano scriverti. Quando il destinatario riceve una comunicazione, ha un solo modo immediato per mettersi in contatto con il mittente: cliccare sul tasto RISPONDI. Un indirizzo di posta inesistente non consente questa operazione. L’utilizzo di un mittente non valido è inoltre un’azione vietata dalla legge a tutela della privacy degli utenti.
  • Crea un mittente che possa essere ricordato semplicemente
  • Che senso ha l’utilizzo di uno scioglilingua al posto di un indirizzo email facile da memorizzare? La sontuosità non è amica dell’email marketing: più la comunicazione è semplice, più immediato e comprensibile è il messaggio. Nel creare l’indirizzo email per il mittente, scegli un termine, possibilmente breve che, associato al dominio dell’email, possa essere sensato e di forte impatto comunicativo.
  • Non utilizzare un indirizzo email personale
  • È insensata ed anche un po’ autoreferenziale, l’idea di utilizzare un indirizzo personale come mittente da cui si invia la newsletter periodica. É bene distinguere sempre le comunicazioni di carattere personali da quelle legate all’aspetto lavorativo ed in particolare al business. Il nome dell’azienda deve essere subito riconoscibile.

LO SPAM

Il problema che vorrei esporre in questo post si concentra sul quesito annoso di definire quando un email è spam o non lo è. La discussione nasce tutta dall’esistenza di diverse interpretazioni di che cosa voglia dire che spam è un email “non voluta”.

Riassumo in due categorie diversi punti di vista dei marketers: la prima categoria è orientata al mittente mentre la seconda al destinatario.

DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA – I MARKETERS

Mandare delle email a un gruppo di persone che è stato targettizzato sotto un certo interesse NON è SPAM (cit. Dana Blankenhorn). Il criterio per decidere quando una email è spam o non lo è se il destinatario è interessato o no a quello che riceve (cit. Bill Herp).

Prendere a noleggio l’email address di uno o più utenti che hanno dato il proprio indirizzo a qualcun altro per ricevere delle informazioni su un certo argomento, NON è SPAM, sempre che le informazioni inviate rimangano nell’ambito di interesse del destinatario.

Se si sa per certo che qualcuno è interessato a un certo argomento, mandargli delle informazioni a proposito o delle notizie o una promozione commerciale non è spam (cit. Ramon Ray).

Il problema principale sono le leggi e le organizzazioni antispam e, quindi, trovare soluzioni e strategie adeguate a difendersi dalla possibilità di essere etichettati come spammers da organi legali come il Mail Abuse Prevention System (MAPS) o il Real time Blackhole List (RBL) (cit. Dana Blankenhorn).

Aspetto che, in alcuni stati, porta a severe sanzioni e nei casi più estremi anche al blocco dell’attività!

Riassumendo, le 2 caratteristiche fondamentali del punto di vista appena esposto sono:

  1. Il fatto di mandare messaggi con un tema che sia interessante per il destinatario
  2. Il difendersi dagli organi legali antispam.

UN GIUDIZIO DAL PUNTO DI VISTA DEL DESTINATARIO (CLIENT)

Ramon Ray scrisse:

If you have something that you think MAY be of interest to someone, because of their professional, ethnic or other affiliation then it’s fine to email them.

mentre

Isn’t this excuse that *EVERY* spammer uses for sending their message? […]
It doesen’t matter what *I* think as a marketer. What matters is what recipient thinks.(cit. Bob Cortez)

Dalla citazione si deduce facilmente che spam è quando il destinatario dice che è spam. Il criterio di giudizio non è l’interesse del destinatario ma la sua percezione dell’email che riceve. Questo vuol dire che la definizione di spam dipende innanzitutto dal permesso che il destinatario ha dato (opt-in) e che continuamente rinnova nel rapporto con il mittente.

Ad esempio, se il permesso dato da un utente Internet è sotto la condizione che il suo indirizzo email non verrà mai condiviso con terzi, noleggiare il suo indirizzo è spam (non solo dalla parte di chi lo riceve, ma anche da quella di chi lo da). Allo stesso modo, se l’accordo al momento dell’iscrizione prevede una pubblicazione settimanale, un messaggio che arriva dopo un mese di silenzio stampa può essere percepito come spam.

La chiarezza dell’accordo iniziale, sempre rinnovata ad ogni comunicazione, influisce sulla percezione del destinatario (cit. Ann Handley) e, quindi, può anch’essa influire nel qualificare un messaggio come spam o meno.

Il problema dello spam non è la legge (cit. Dana Blankenhorn): il fatto che un marketer riesca o non riesca ad aggirare le leggi e gli organi antispam non modifica la percezione di chi riceve un email senza averne dato il permesso.

The modern marketer takes acceptable practices on the Internet very seriously. While the differences between spam, opt-in, and opt-out sound like a quarrel over shades of gray and splitting hairs, it’s really a question of brand management and customer respect. (cit. Sterne e Priore)

Il punto vero da approfondire è proprio cosa voglia dire rispetto e che valenza comunicativa abbia la definizione che se ne dà. E’ un risvolto etico dell’eMail Marketing che non rappresenta una parte a se stante della comunicazione, ma ne è parte integrante e non scindibile.

CUSTOMER COMMUNICATION

L’istantaneità prima di tutto, il basso costo e la possibilità di personalizzare la comunicazione sono i fattori essenziali che rendono l’eMail uno strumento utile ed indispensabile per la comunicazione commerciale con il cliente.

Il cliente, infatti, può ricevere quasi in tempo reale e secondo i suoi interessi:

  • Novità generali legate all’azienda
  • Promozioni su nuovi prodotti/servizi
  • L’annuncio del cambiamento di alcuni servizi
  • Notizie in esclusiva
  • Documentazioni su alcuni prodotti
  • Informazioni sulle nuove versioni o nuovi modelli di prodotti
  • Indicazioni su errori rilevati durante i test di funzionamento e controllo qualità
  • Inviti a fiere o a eventi riservati ai clienti
  • E molto altro…

Dobbiamo però precisare che le comunicazioni con il cliente sono tendenzialmente precedute da un permesso dato dal cliente stesso, tranne nel caso di informazioni o novità giudicate indispensabili da comunicare. Una serie di messaggi che l’azienda invia senza che siano stati richiesti dal destinatario, può annoiare, generare proteste e, quindi, ottenere l’effetto opposto di quello desiderato. E poi non dimentichiamoci della nuova legge contro lo SPAM!

FOLLOW UP

Con “follow-ups” intendiamo l’atto di recuperare la comunicazione con uno o più persone dopo un contatto già avuto con le stesse. Un ordine, una domanda, una protesta, una riunione di lavoro sono tutti contatti che rappresentano per chi vende, ma non solo, una risorsa estremamente preziosa.

L’idea alla base di tutto è: se c’è stato un contatto, bisogna far di tutto perché quel preciso avvenimento riaccada. Tutti sappiamo di come l’eMail tenda a diventare lo strumento più comune e immediato per la continuità dei rapporti e conosciamo bene anche la sua capacità interattiva. Proprio questi due fattori, insieme alla velocità e al basso costo, rappresentano la forza dell’eMail nel caso che stiamo trattando.

La capacità di rispondere dopo poco tempo a un ordine o a una domanda che sono stati ricevuti e il fatto di poter far figurare il contenuto del messaggio originale sia nel corpo sia, in qualche modo, nel soggetto dell’email (Es.: “Subject: Re: informazioni sul prodotto X”), rendono la comunicazione del venditore estremamente gradita e accettabile per il cliente, anche se poi nel messaggio vengono inserite alcune informazioni su nuovi prodotti o eventi che non erano state esplicitamente richieste.

Un altro utilizzo dell’eMail che definirei strategico per una comunicazione efficace con in nostri interlocutori si presenta dopo delle riunioni di lavoro o incontri personali. Infatti un messaggio di ringraziamento, che l’altro partecipante può leggere lo stesso giorno dell’incontro, accompagnato anche da un breve riassunto di ciò che è stato discusso e da nuove proposte, aiuta, senza dubbio, il mittente (nel nostro caso, l’azienda) ad ottenere maggior credito presso i suoi interlocutori. Inoltre si crea l’opportunità di dare vita a una nuova discussione.

Oltre all’uso dell’email, un altro potente strumento per recuperare un contatto è il telefono. Se da un lato l’utilizzo del telefono appare come il mezzo migliore e più adatto per il recupero di un contatto in quanto implica un maggior grado di coinvolgimento umano dell’eMail, dall’altro lato invece presenta lo svantaggio di essere più lungo e costoso e, ultimamente sconveniente. Risulta infatti difficile e complesso effettuare “follow ups” con il solo telefono quando il numero dei contatti da gestire raggiunge, come succede spesso in ambito commerciale, le migliaia di unità.

Non dobbiamo infine dimenticare l’importanza dei sistemi di messaggistica come messanger, skype, google talk… Tutti però presentano un solo grosso svantaggio: se entriamo nella lista del cliente siamo sempre reperibili ed il nostro tempo lavorativo rischia di essere frammentato più di quel che lo è già.

Un consiglio: usiamoli solo con clienti importanti, che di solito hanno anche cose migliori da fare che chattare con noi !

Un ottimo software per l’invio e la gestione degli autoresponders e dei follow-ups?

Il mercato americano propone diverse soluzioni software, come preziosi supporti alle varie attività di Email Marketing (autoresponders, follow- ups, newsletters,…). Uno tra i migliori in assoluto e’ GETRESPONSE

COME PROMUOVERE UN EVENTO CON LE EMAIL

Chi fa parte di un’associazione culturale, musicale o sportiva, chi lavora nel campo del volontariato o della promozione sociale sa perfettamente quanto sia indispensabile dotarsi di strumenti di comunicazione efficaci. Nella realizzazione di un evento, tralasciando gli aspetti di carattere logistico, la parte più complessa è quella relativa alla promozione. Un concerto, la presentazione di un libro, un convegno, può anche essere ricco di contenuti e di grande pregio, ma se è poco noto, ha un impatto non determinante nella collettività.

Un’email è un ottimo veicolo di promozione degli eventi: se associato agli altri strumenti del web, come ad esempio quelli offerti dai social network, può essere determinante.

Come promuvere un evento per email?

Pensa ad un messaggio ad effetto che sintetizzi i contenuti della manifestazione. Crea la giusta attesa fra i destinari della comunicazione rendendoli partecipi delle varie fasi della realizzazione dell’appuntamento. Man mano, con l’invio delle email, capiranno quanto sia importante partecipare.

Metti in evidenza tre cose principali:

  • La presenza di persone eventualmente note che possono suscitare interesse
  • Luogo e ora dell’evento
  • Il titolo dell’evento
  • Pianifica i tuoi invii. Invia una prima comunicazione qualche settimana prima in modo tale che il messaggio si divulghi con un cospicuo anticipo. Manda una seconda email quando hai il programma dettagliato. Invia infine una comunicazione uno o al massimo due giorni prima in modo tale da ricordare a tutti quale sia la data ed il luogo stabilito per l’incontro.

Quando poi ti ritroverai in mezzo alle tante persone richiamate dalla tua email, non dimenticare di raccogliere nuovi indirizzi: al prossimo appuntamento potrai coinvolgere un numero superiore di persone.

EMAIL MARKETING PER ASSOCIAZIONI NO PROFIT

Se c’è una categoria di individui che potrebbe sfruttare a pieno i vantaggi dell’email marketing è quella degli appartenenti ad associazioni ed enti no profit, i quali su Infomail godono di ampi sconti a loro riservati.

Perchè usare uno strumento di email marketing per comunicare?

  •  Gli invii sono immediati ed in poco tempo è possibile contattare tutti i soci.
  •  La promozione degli eventi può essere fatta ad un costo basso, in modo veloce, senza supporti cartacei.
  •  Hai la possibilità di inviare reminder dell’ultimo momento e di ricordare a tutti ciò che hai programmato.
  •  Riesci a farti presente quando vuoi, dove vuoi, in qualsiasi momento ai tuoi soci.
  •  Puoi velocemente allargare l’elenco dei contatti: è sufficiente raccogliere nuovi indirizzi e caricarli sul tuo account.
  •  Puoi gestire velocemente un database di contatti.

COME MANTENERE UNA BUONA SENDER REPUTATION

Hai acquisito una certa reputazione e le tue campagne di email marketing riscuotono un discreto successo. Come mantenere lo status quo o migliorare ancora i risultati?

Un’operazione da compiere è certamente quella della tutela della buona reputazione dell’indirizzo email del mittente e degli indirizzi ip da cui si spedisce. Per quanto riguarda questi ultimi, se invii le tue comunicazioni con Infomail, non ci sono problemi: gli indirizzi IP sono tutti attendibili e le email saranno recapitate senza nessun problema. Quali altri comportamenti adottare?

  • Invia solo ai sottoscrittori reali
  • Ripulisci le liste ogni volta che spedisci. Infomail, nei reports ti indica quali sono gli indirizzi email errati. Ti invitiamo a non spedire più a tali indirizzi. Infomail automaticamente, nel momento in cui si carica un lista, elimina gli indirizzi formalmente non corretti.
  • Non acquistare liste di indirizzi
  • Spedire ad una lista di indirizzi acquistata non è un’operazione consentita dalla legge in tutela della privacy, ma se anche l’acquisto fosse consentito non se ne avrebbero grossi benefici: non sempre le liste sono aggiornate e all’interno possono essere presenti molti indirizzi vecchi e non più utilizzati. Se, inoltre, il destinatario non riconosce il mittente, può catalogare immediatamente l’email come spam.
  • Non inviare contenuti inaspettati

Si può cadere nella tentazione di utilizzare le liste a cui normalmente si inviano le comunicazioni anche per scopi non strettamente connessi a quelli per cui l’utente ha prestato il consenso alla ricezione delle email. Se un utente è interessato ai prodotti sportivi, che senso ha inviare un’offerta sulla nuova macchina del gelato?

Personalizza il corpo dell’email

Se hai dei contenuti di carattere commerciale non inviare un’email asettica. Personalizza invece i contenuti prendendoti la giusta cura nei confronti di ogni destinatario.

CAMPAGNE DI EMAIL MARKETING LAST MINUTE

Ultimi giorni del mese di luglio, la parola ferie si sta per concretizzare e già assaporiamo il gusto di un po’ di relax sotto l’ombrellone.

Un ultimo sforzo si può fare: perchè non impostare una campagna di email marketing last minute di quelle che sorprendono il destinatario e lo fanno ricadere nella tentazione di un estivo e spensierato acquisto?

Come impostare una campagna email marketing dell’ultimo minuto?

Suggerisci tu gli acquisti

Se hai un elenco degli acquisti fatti dai tuoi clienti è facile pensare a dei prodotti per loro utili. Anche i tuoi clienti stanno programmando gli ultimi dettagli delle vacanze e, si sa, qualche acquisto dell’ultimo momento è doveroso. Perchè non offrire ad esempio una serie di suggerimenti sui prodotti da acquistare nell’ultimo minuto?

Crea offerte di breve durata

In un periodo di crisi economica, offerte e promozioni salvano tanti portafogli. Pensa ad offerte con una veloce scadenza temporale, una promozione valida per una sola giornata ad esempio. Pianifica l’invio dell’email nelle prime ore della giornata lavorativa, inserisci nell’oggetto dell’email la scadenza dell’offerta (Es. Solo per oggi) e spedisci la comunicazione.

Condividi la tua offerta sui principali social network

Con una condivisione nella pagina Facebook della tua azienda o con un tweet il messaggio può essere amplificato nel web. Invita anche i destinatari a veicolare le tue offerte con i vari canali di comunicazione e a costo zero.

EMAIL MARKETING PER PICCOLI ESERCIZI COMMERCIALI

Nell’andare a fare un po’ di compere per il cambio di stagione, si può rimanere piacevolmente sorpresi. Si entra nel negozio con quell’atteggiamento tipico di chi vorrebbe trovare qualcosa di carino, ma anche di economico da indossare nelle fresche serate di questo giugno dal meteo imprevedibile.

Si sceglie il capo d’abbigliamento desiderato, si entra nel camerino per provarne la taglia: il risultato è soddisfaciente. Fieri e orgogliosi ci si reca alla cassa dove la commessa ci soprende con un’ottima domanda: “Vuole lasciarmi il suo indirizzo email così le mando una comunicazione quando arriva qualche novità che può essere di suo gradimento?”. “Certo, mia cara!”. Una firma sul modulo di accettazione della privacy ed il gioco è fatto!

Si tratta di un’ottima prassi da cui si può facilmente dedurre che l’email marketing è uno strumento vincente anche per i piccoli esercizi commerciali, magari dislocati in centri abitati non troppo grandi. Fidelizzare il cliente attraverso comunicazioni ad esso riservate può essere una valida strategia. Ecco come si potrebbe sviluppare un’efficace campagna di email marketing per un piccolo esercizio commerciale.

Raccolta indirizzi email

Un cliente che sta acquistando un prodotto è un individuo soddisfatto e, senza nessun problema, sarà disposto a lasciare il proprio indirizzo email per essere contattato in un momento successivo in caso di promozioni o offerte particolari.

Chiedi al cliente quali possono essere le offerte più interessanti

Un ragazzotto single sui 20 anni, amante dello sport, difficilmente sarà interessato ai capi di abbigliamento per i neonati: è inutile e dannoso assediare il destinatario con comunicazioni non pertinenti con il suo profilo.

Crea un modello grafico ad hoc

Puoi scegliere e personalizzare uno dei tanti modelli grafici che Infomail ti mette a disposizione. Realizza un template che possa essere utilizzato per comunicazione successive: in questo modo rendi riconoscibile la tua azienda anche graficamente.

Invia la comunicazione e analizza i risultati

Analizza le statistiche per capire quali utenti hanno aperto la tua email ed eventualmente cliccato sui link: è un buon modo per migliorare la gestione delle campagne di email marketing.

BREAKING NEWS

Quando un’azienda ha la necessità di comunicare qualcosa di molto importante o di immediata rilevanza per tutti i suoi clienti (ad esempio un’acquisizione, una fusione, un nuovo presidente, informazioni volte a spiegare la capacità dell’azienda a gestire una particolare situazione di crisi o altre novità di questo peso,…) la capacità del sistema di posta elettronica di inviare lo stesso messaggio verso un gran numero di destinatari (“broadcast email”) rappresenta una risorsa adeguata allo scopo.

La comunicazione di annunci di grande rilevanza e di valore immediato per tutti i clienti non può attendere più di un giorno per aver luogo, né, molte volte, può permettersi di dipendere da giornali o televisione. Ad esempio, una intervista ambigua e compromettente di un presidente di un’azienda, trasmessa su un canale televisivo molto seguito, necessita senza dubbio di una contromossa immediata (e difficilmente le televisioni concederanno un’altra intervista, alla stessa azienda, il giorno dopo).

In situazioni di crisi come quella appena descritta, il primo scopo, in sintesi, è quello di raggiungere i propri clienti per non perderli. L’ipotesi di comprare uno spazio pubblicitario su tutti i giornali nazionali è sicuramente un metodo adeguato per raggiungere un gran numero di persone e per dire senza intermediari quello che si vuole dire, ma non tutte le aziende se lo possono permettere.

L’eMail, come già ripetuto più volte, può raggiungere molti clienti, in poco tempo e a costi bassissimi, e possiamo quindi considerarla come l’ipotesi migliore per gestire questo tipo di crisi. La carta (lettera aziendale) seguirà all’email per potenziarne ed accreditarne l’effetto.

EMAIL E SURVEY/SONDAGGI

Il sondaggio, oltre a essere uno strumento informativo prezioso per qualsiasi azienda, rappresenta anche una possibilità concreta per i clienti di dare la propria opinione. Se poi realizziamo i sondaggi sfruttando come mezzo l’E-mail, i risultati che ne deriveranno saranno decisamente interessanti.

Iniziamo col dire che i vantaggi dei sondaggi via eMail, rispetto a quelli via telefono o via fax,sono essenzialmente due:

  1. E’ più facile rispondere al sondaggio
  2. Sono meno intrusivi di quelli fatti per telefono: se uno vuole legge l’email e partecipa al sondaggio, ma se non vuole non lo fa. E’ lui che sceglie, non gli viene imposto nulla e soprattutto non viene disturbato.

L’importanza di questi due fattori è essenzialmente il fatto di tenere conto del destinatario facilitandolo nell’operazione che gli viene chiesta.

La comodità nella risposta che l’eMail permette rispetto al fax (operazioni più lunghe a costo più alto) e la possibilità di non dover per forza rispondere sul momento, sono i risvolti concreti che fanno sì che la posta elettronica sia il mezzo più adeguato allo scopo primario dei sondaggi, e cioè di ottenere risposta.

Un buon software per realizzare sondaggi?

Guarda in questa pagina web:

http://www.opensourcescripts.com/dir/PHP/Polls_,038_Surveys/

GRUPPI DI DISCUSSIONE VIA EMAIL

I gruppi di discussione via eMail hanno la particolarità di coprire un numero pressoché illimitato di tematiche. Infatti troviamo discussioni che vanno dall’Astronomia alla Formula1, passando per argomenti come la macchina del pane e il volontariato per i disabili nella città di Berkeley. Data questa premessa, le possibilità che fra tutti i gruppi di discussione ve ne sia almeno uno che tocchi l’ambito di un qualsiasi prodotto esistente sul mercato è praticamente uguale a 1.

Per il marketer, questo significa, nella maggior parte dei casi, migliaia di utenti Internet già coinvolti nel contesto in cui si colloca il prodotto da promuovere. Le azioni che ne conseguono possono essere almeno 2: in un primo momento la richiesta, al proprietario del gruppo, di inserire un messaggio pubblicitario in ogni email scambiata nella discussione per un certo periodo di tempo e, solitamente, a pagamento, poi in un secondo step il partecipare al gruppo di discussione o il far partecipare il cliente formandolo per una comunicazione marketing oriented.

La capacità dell’eMail di supportare l’attuarsi di una condivisione, conferma, in questo punto, tutta la sua forza e si dimostra una eccezionale possibilità per raggiungere, senza ricerche di mercato troppo lunghe e dispendiose, un audience numeroso e già targettizzato.

Mi piace chiamarlo o, meglio, inserirlo nel Marketing di Prossimità (online) – così come quello che si può fare usando la blogosfera.