Email Marketing – Parte 04 | Contatti

CREARSI UN DATABASE DI CONTATTI

Quando si decide di implementare la propria strategia di email marketing, uno dei problemi da risolvere è dove reperire gli indirizzi per l’invio. Prima però di analizzare alcuni consigli riguardo alla costruzione delle liste di indirizzi email, è utile fare qualche riflessione generale sulla corretta impostazione della gestione di una newsletter.

Senza permesso non si invia niente.

La newsletter, a differenza dello spam, si fonda sul principio del permission marketing ovvero sul consenso chiaramente espresso da parte del destinatario, a ricevere delle comunicazioni. Il modo migliore per assicurarsi che ciò avvenga, è il cosiddetto metodo double-opt-in che consiste nell’inviare, dopo l’iscrizione alla newsletter, un’email in cui si richiede di confermare consenso all’invio tramite il click su un link. I vantaggi di questo metodo sono doppi: non solo si ottiene l’esplicito permesso da parte dell’utente, ma ci garantisce che il destinatario sia realmente interessato.

Conta la qualità, non la quantità degli indirizzi.

All’inizio della propria attività di email marketing, molte aziende danno maggiore importanza alla quantità degli indirizzi email che riescono a reperire piuttosto che alla qualità dei contatti raccolti. Per avviare un’attività di email marketing di successo è però essenziale creare un database composto da persone realmente interessate alle proprie offerte. Mille utenti incuriositi che ricevono, leggono ed interagiscono con le email valgono molto di più di centomila utenti non profilati nè interessati.

Una chiara politica riguardo la privacy

Chi si iscrive ad una newsletter vuole sapere come saranno utilizzati i suoi dati personali. Allo scopo di conquistare la fiducia degli utenti è fondamentale inserire, nella pagina di registrazione alla propria newsletter, un link che rimandi ad una dettagliata informativa sulla privacy.

Fatte queste premesse facciamo un passo indietro: da dove prendere gli indirizzi per l’invio della newsletter?

Form d’iscrizione

Inserisci nel tuo sito web e in tutte le pagine correlate un apposito form che permetta ai visitatori di abbonarsi alla newsletter. Più il form sarà in vista, maggiori abbonamenti avrai. Rifletti anche bene sulle informazioni che desideri raccogliere dagli utenti, poichè possono essere molto utili per un invio (targhettizzato) di comunicazioni mirate. Per esempio se chiederai l’età, il sesso e l’occupazione etc. dei futuri destinatari sarai in grado di mandare delle offerte specifiche per gruppi di utenti che condividono le stesse caratteristiche.

Più le tue offerte centrano gli interessi dei destinatari più sarà probabile che leggano la tua comunicazione e decidano di acquistare.

Vantaggi: spiega bene i vantaggi dell’iscrizione alla tua newsletter. Per esempio puoi offrire degli sconti speciali e offerte esclusive per gli abbonati. In questo modo spingi chi visita il tuo sito ad iscriversi e stimoli in loro un interesse duraturo a ricevere la tua newsletter.

Passa parola:

Inserisci nelle tue newsletter un modulo di passa parola; tramite questa funzione i destinatari della tua newsletter potranno inoltrarla in modo facile ad una persona che ritengono interessata. Per fare questo basta inserire l’indirizzo email nell’apposito campo che hai inserito nella tua comunicazione e cliccare su Invia. Questa funzione si chiama Viral Marketing perché permette la diffusione della tua newsletter senza nessun impegno da parte tua!

Autoresponder e link

Quando qualcuno compila un modulo di richiesta informazioni sul tuo sito, mandagli un email di ringraziamento e informalo sulla possibilità di iscriversi alla tua newsletter con un link diretto. Inserisci inoltre in ogni tua email, nella firma, un invito ed un link alla tua newsletter.

Contatti telefonici

Contatta i tuoi clienti e prospect telefonicamente e invitali a ricevere la tua newsletter. Tieni presente che l’email marketing è lo strumento ideale per rafforzare i rapporti con i tuoi clienti, aggiornarli su novità nella gamma dei tuoi prodotti e premiare la loro fedeltà con promozioni e offerte speciali.

Contatti diretti

Approfitta di ogni occasione per invitare i tuoi possibili clienti ad iscriversi alla tua newsletter. La partecipazione ad una fiera e un convegno o la visita dei prospect e clienti sono ottime occasioni per raccogliere gli indirizzi email dei tuoi contatti che già mostrano interesse per la tua offerta.

Quiz e sondaggi

Valuta l’utilità di utilizzare quiz e sondaggi per ottenere nuovi indirizzi. La possibilità di vincere qualcosa motiverà molte persone ad inscriversi alla tua newsletter.

Considera però che non conta solo la quantità di indirizzi email che ottieni, ma anche la qualità. L’invio ad una persona non interessata comporta principalmente dei costi, ma non dei guadagni. Un sondaggio mirato, con in palio un piccolo, premio può essere invece un’alternativa migliore poiché stimola un certo interesse da parte del partecipante.

Infine due parole riguardo all’acquisto e all’affitto di indirizzi da servizi specializzati:

Certamente questo sistema rappresenta la possibilità di creare un punto di partenza per il tuo database, è però piuttosto costoso e non garantisce che il destinatario sia seriamente interessato alla tua offerta. E dalla qualità degli indirizzi dipenderà il successo della tua campagna di email marketing.

Email Marketing – Parte 03 | Oggetto

SCRIVERE OGGETTO VINCENTE

Immaginate di aver realizzato la campagna e-mail più bella del mondo, con newsletter e pagine di atterraggio degne di un artista, testi così accattivanti da far morire di invidia il più in gamba dei copywriter. Avete raccolto migliaia di indirizzi e-mail e li avete pazientemente suddivisi in target e avete anche formulato delle offerte speciali in base alle caratteristiche dei potenziali clienti. Avete testato e controllato tutto, rifinito anche i minimi dettagli.

E’ tutto pronto per partire.

Ma poco prima di spedire le prime e-mail vi accorgete di aver trascurato un dettaglio in apparenza banale. Non avete pensato a cosa scrivere nell’oggetto e siete costretti a deciderlo lì sul momento, pochi minuti prima di lanciare l’intera campagna.

Cosa volete che sia? Bisogna solo scrivere cinque o sei parole, riempire un campo di testo, ma qualcosa vi blocca, qualcosa vi costringe a scervellarvi. Perché se sbagliate l’oggetto, se tutti cestineranno la newsletter senza nemmeno aprirla, l’intera campagna, la campagna più bella del mondo, rischia di fare fiasco.

Trovare un oggetto efficace, accattivante, coerente, che catturi l’interesse del destinatario e lo convinca ad aprire un’e-mail, non è un gioco da ragazzi, vero? E’ molto più facile scrivere testi lunghi e annacquati piuttosto che poche righe che vanno dritte al punto. L’oggetto deve comunicare tutto e subito, deve catturare l’attenzione di chi ci legge e anticipare il valore dell’intero messaggio. E non può sbagliare. In questo documento sono raccolti alcuni spunti e suggerimenti che potranno aiutarvi a scegliere l’oggetto migliore per le vostre newsletter e campagne di e-mail marketing.

Gli argomenti trattati saranno:

  • –  Perché l’oggetto è importante
  • –  Perché trascuriamo l’oggetto
  • –  Come scegliere l’oggetto di newsletter, DEM e mail di servizio
  • –  L’oggetto e i filtri antispam
  • –  L’A/B Test
  • –  Esempi di oggetti mail e spunti creativi

PERCHE’ L’OGGETTO E’ IMPORTANTE

L’oggetto e il mittente formano il primo messaggio che viene letto dai destinatari di posta elettronica, sia che usino un programma sul proprio PC come Outlook o Thunderbird, sia che consultino la posta tramite web- mail o anche su dispositivi più piccoli, come telefonini e palmari.

Già questo dovrebbe farci capire quanto l’oggetto sia fondamentale per il successo di una campagna di e-mail marketing, ma c’è dell’altro.

L’oggetto è parte integrante della campagna e-mail

Il subject non è un elemento esterno, accessorio, da riempire in qualche modo perché dobbiamo farlo, ma fa parte della campagna e-mail come lo sono i link, le immagini, i testi e le pagine di atterraggio. Per questo rappresenta un’opportunità da sfruttare, e non un semplice “fastidio” di cui liberarsi.

L’oggetto è a tutti gli effetti un titolo, se non di più

Come in un articolo di giornale, il titolo dice tutto. E’ l’elemento che anticipa i contenuti e cattura l’interesse dei lettori. Scrivere una e-mail senza oggetto, è come lanciare la prima pagina di un quotidiano senza un titolo di apertura.

L’oggetto facilita la lettura delle e-mail

Grazie all’oggetto, i lettori possono leggere più agevolmente la posta elettronica, individuare cosa è spam, distinguere le e-mail interessanti da quelle che non lo sono, decidere quali messaggi aprire, quali archiviare e quali cestinare. Trascurare l’oggetto, in sostanza, vuol dire porre un ostacolo in più a chi ci legge e impedirgli di fare tutte queste cose in modo semplice e immediato.

Un oggetto trascurato è sinonimo di presunzione

Inviare un’e-mail senza oggetto o con un oggetto generico, è come dire al nostro destinatario: “non ho bisogno di inventarmi chissà cosa, non ho bisogno di anticiparti nulla, perché sono sicuro che tu leggerai il mio messaggio. Qualunque cosa io abbia da dirti, sono sicuro che tu mi darai retta”.

A meno che il destinatario non aspetti già un’e-mail da parte nostra, per esempio un’e-mail di lavoro, con un approccio del genere non andremo molto lontano.

Con questo non voglio dire che l’oggetto sia capace di determinare, da solo, il successo o il fallimento di un’intera campagna pubblicitaria. Non voglio dire che l’oggetto sia più importante della grafica o dei testi o della scelta del target.

Quello che voglio evidenziare, in questa guida, è che l’oggetto sia un fattore capace di influenzare la comunicazione tra un’azienda e i suoi clienti, e pertanto merita la giusta attenzione.

Perché un oggetto ben scritto può voler dire più aperture, più interesse, e quindi più probabilità di ottenere conversioni al termine della propria campagna.

PERCHE’ TRASCURIAMO L’OGGETTO

Se l’oggetto è così importante, perché talvolta lo trascuriamo? Perché non gli prestiamo la dovuta attenzione?

Il motivo, tra i tanti possibili, potrebbe essere uno di questi:

O la va, o la spacca

Esprimere un concetto in poco spazio non è affatto semplice. Richiede uno sforzo in più e bisogna dedicarci del tempo, che spesso manca. Per far prima, si butta giù un oggetto improvvisato, magari lungo dei chilometri, si incrociano le dita e si spera di non compromettere le aperture. O la va o la spacca, per l’appunto.

Caspita, manca l’oggetto!

Tra le numerose attività da seguire (redazione dei testi, disegno della grafica, sviluppo tecnico, gestione dei fornitori, ecc.), si tende a mettere da parte o a dimenticare del tutto questo dettaglio. Lo faccio in un secondo momento, si dice, e alla fine lo si sceglie quando non è più possibile rimandare. Poco prima della spedizione.

Aspettiamo solo che il cliente ci mandi l’oggetto…

Se gestiamo campagne di e-mail marketing per conto di clienti, può succedere che il cliente stesso non sappia di dover scegliere un oggetto, oppure lo sa ma non gli abbiamo fatto capire a pieno l’importanza di questa scelta. Anche in questo caso, se il cliente non ha fornito indicazioni al riguardo, la scelta dell’oggetto viene rimandata all’ultimo momento, quando magari non si è abbastanza lucidi per pensare alla soluzione migliore.

Ma chi lo scrive?

In questo caso, sappiamo bene che serve un buon oggetto, ma siamo a corto di idee, l’ispirazione ci ha abbandonati, oppure, molto semplicemente, non c’è nessuno in azienda con la “penna facile”. Ci si arrangia come si può.

Pigrizia, mancanza di tempo, scarso coordinamento con il cliente o con le risorse interne, sono le possibili cause che possono dar vita a oggetti stiracchiati, frettolosi e inadeguati rispetto agli obiettivi delle nostre campagne pubblicitarie.

Eliminare questi ostacoli dal nostro lavoro, quindi, è il primo passo per la ricerca di un oggetto che sia davvero efficace. Ma se proprio non riuscite a combattere la pigrizia o il tempo è tiranno, una soluzione drastica ci sarebbe. Iniziate una campagna e-mail scrivendo prima l’oggetto, e poi tutto il resto. Prima buttate giù tre o quattro possibili oggetti, tenete lì, studiateli, aggiustateli, soppesateli, e soltanto dopo dedicatevi al template, alla grafica, ai testi, alle pagine di atterraggio e alla preparazione degli invii.

E’ troppo? Forse sì. L’importante è riuscire a ritagliarsi un po’ di tempo. Per pensarci su. Ne vale la pena.

COME SCEGLIERE L’OGGETTO

Un oggetto perfetto, in assoluto, non esiste. E non è pensabile di poterne trovare uno adatto a tutti i contesti, che vada bene per qualsiasi campagna e-mail. La prima cosa da tenere presente è che l’oggetto fa parte di una comunicazione e pertanto deve essere coerente con:

  • L’immagine aziendale o il brand
  • Il messaggio proposto nella newsletter e sul sito
  • Il mittente delle e-mail inviate
  • La tipologia di comunicazione e-mail (Newsletter, DEM, e-mail di servizio)

In particolare, a prescindere dalla tipologia utilizzata, l’oggetto di un’e- mail va studiato per raggiungere tre obiettivi principali:

1) Informare

L’oggetto, anche se in un massimo di 50-60 caratteri, deve fornire informazioni utili al destinatario, essere in grado di anticipare e sintetizzare i contenuti salienti di una newsletter.

In questo modo il lettore è in condizione di valutare l’interesse verso i nostri contenuti e decidere se approfondire la lettura.

2) Incuriosire

Se una e-mail ha come obiettivo la vendita diretta di un prodotto, l’oggetto deve essere accattivante, stimolare l’apertura e contenere, già in poche righe, il vantaggio principale della nostra offerta. Se non sappiamo trovare un beneficio, una ragione concreta per cui il lettore dovrebbe procedere all’acquisto, la mail rischia di essere cestinata senza nemmeno essere letta.

3) Rassicurare

Oltre a informare e incuriosire, l’oggetto deve rassicurare il lettore e fargli capire che quello che sta ricevendo non contiene spam, virus o truffe informatiche. Un destinatario sospettoso, infatti, eliminerà il messaggio senza nemmeno esaminarne il contenuto.

Allo stato attuale, lo sappiamo bene, le caselle e-mail sono affollate di messaggi e il problema dello spam, dell’invio di posta indesiderata, è lontano dal potersi definire risolto. Per questo motivo, se si vuole fare dell’e-mail marketing veramente efficace, oggi, questi obiettivi devono essere raggiunti tutti e tre nello stesso momento.

Come fare?

Prima di tutto, la scelta dell’oggetto deve essere coerente con il mittente della mail. Mittente e oggetto sono tra loro complementari e insieme compongono il primo vero messaggio che leggeranno i destinatari. Sono il modo in cui ci presentiamo a loro per la prima volta. Il nostro biglietto da visita, tanto per intenderci.

Il nome del mittente esplicita chi sta comunicando, l’oggetto che cosa vuole proporre.

Come negli esempi qui sopra, vediamo che il mittente è composto da un nome, in genere il nome dell’azienda o del sito internet. Se non è stato assegnato alcun nome, viene visualizzato l’indirizzo e-mail da cui si spedisce, o meglio, quello che noi abbiamo scelto di rendere visibile prima della spedizione.

La scelta di far visualizzare soltanto l’indirizzo e-mail, come fa il ilmiolibro.it, non è quella ottimale, in quanto l’e-mail è un dato visibile, in ogni caso, nella stragrande maggioranza dei programmi di posta. L’esempio ci introduce la prima regola d’oro:

1. Non sprecare mai lo spazio disponibile

La lunghezza del campo subject è molto limitato. Anche se in molti casi la scelta è lasciata all’utente, libero di allargare o restringere le colonne a proprio piacimento, in molti programmi di posta vengono visualizzati di default al massimo 50 o 60 caratteri. E scendiamo a 20 caratteri se la posta viene consultata su palmari o cellulari.

L’errore più comune è quello di inserire informazioni superflue o ripetere le stesse cose nei campi del mittente e dell’oggetto. Sempre nell’esempio di prima, la dicitura “ilmiolibro.it” è ripetuta due volte e non aggiunge nulla di interessante al destinatario.

Anche mettere la data nel campo del subject in genere è poco efficace, in quanto rappresenta un’informazione ridondante (il lettore può benissimo vedere la data nella colonna accanto), ma, come vedremo più avanti, può essere consigliata se vogliamo superare indenni i filtri antispam.

2. L’oggetto non deve essere generico

Si crede che un oggetto generico, vago, che “vada bene per tutti”, sia più efficace di un oggetto specifico, concreto. Ma non è del tutto vero. Scrivere un oggetto del tipo “Promozioni in corso” non dice nulla rispetto invece a “Scegli il tuo libro di informatica a metà prezzo”. E’ vero che chi non è interessato né ai libri né all’informatica probabilmente non aprirà la mail, ma non è detto che un oggetto generico avrà maggiori chance di successo. Anzi, potrebbe smorzare l’efficacia di un messaggio magari ben fatto.

3. L’oggetto non deve essere troppo ambiguo

E’ vero che un oggetto accattivante, creativo, scritto bene, può aumentare il numero di aperture. L’importante è non esagerare: se creiamo false aspettative, se facciamo promesse “favolose” che non possiamo mantenere, corriamo il rischio di deludere i nostri lettori.

Se il reale contenuto della newsletter e del sito non è coerente con l’oggetto, quest’ultimo diventa uno specchietto per le allodole. I lettori ci cascheranno una volta, forse anche due, ma alla lunga smetteranno di leggerci.

4. L’oggetto deve essere sintetico

Un oggetto troppo lungo rischia di essere “troncato” dai programmi di posta. In ogni caso, anche quando l’oggetto è visualizzato per intero, i test di usabilità sulle newsletter condotti da Nielsen rivelano che lo sguardo dei lettori si concentra sulle prime parole sulla sinistra.

Per questo le prime tre parole a sinistra sono quelle a cui prestare maggiore attenzione. Scegliamole bene.

Vediamo ora come comportarci nelle varie tipologie di comunicazione.

COME SCEGLIERE L’OGGETTO DI UNA NEWSLETTER PERIODICA

La newsletter periodica, lo dice il nome, è una comunicazione inviata a cadenza fissa. Poiché il lettore sa quando la riceverà ed è a conoscenza degli argomenti proposti, diamo per scontato il suo interesse, diamo scontato che l’aprirà a prescindere dall’oggetto. Per questo, in molti casi, chi invia la newsletter utilizza sempre lo stesso oggetto, modificando soltanto il “numero” e la data di invio.

Mettiamo a confronto gli oggetti di due newsletter, MyMarketing e Comunicatori Pubblici, e analizziamo i due differenti approcci.

MyMarketing.net punta su un copy diverso ogni volta, curioso e intrigante, con al massimo due o tre parole, mentre Comunicatori Pubblici opta per una soluzione decisamente più tradizionale, indicando anno, data e numero della newsletter.

Al di là dei limiti tecnici che possono talvolta influenzare certe decisioni (mettiamo caso, per esempio, che il nostro sistema di invio non ci consenta di personalizzare l’oggetto), il campo oggetto dovrebbe essere sfruttato per dire qualcosa di nuovo, anche se si tratta di una newsletter apprezzata dai propri lettori e con ottimi tassi di apertura. Immaginiamo di ricevere dieci newsletter dalla stessa azienda e di conservarle per un po’ nella nostra casella di posta. A distanza di tempo, cosa mi farà cliccare su una piuttosto che su un’altra? Come faccio a sapere di cosa parla ogni singolo numero, se gli oggetti sono tutti più o meno uguali?

Ribadiamo il concetto, quindi: anche nelle newsletter periodiche, sfruttiamo a nostro vantaggio il campo oggetto, anticipando in quelle poche parole il contenuto della newsletter, presentando l’articolo di punta e fornendo un motivo chiaro e semplice per cui vale la pena leggerla. L’approccio di MyMarketing, finalizzato a incuriosire il lettore a ogni costo, è sicuramente di grande impatto, ma potrebbe portare con sé degli inconvenienti. Oggetti di questo tipo, soprattutto per una newsletter periodica, dicono poco o nulla a livello informativo. Il destinatario è chiamato ogni volta a scoprire da solo a cosa si riferisce un oggetto tanto “curioso” e l’aspettativa è sempre molto alta, e quindi anche molto facile da deludere.

Se il contenuto finale non è all’altezza, questi oggetti sono soltanto un esercizio di scrittura creativa fine a se stesso.

COME SCEGLIERE L’OGGETTO DI UNA DEM DIRECT EMAIL MARKETING

Se le nostre e-mail hanno come obiettivo la vendita, il discorso cambia. A differenza delle newsletter periodiche, è piuttosto raro infatti che un lettore conservi le e-mail di carattere commerciale, per rileggerle magari in un secondo momento. L’oggetto deve catturare subito l’attenzione, convincere il lettore ad aprire la mail e leggerne il contenuto. Una volta aperta, sarà la creatività del nostro messaggio a convincere il lettore se accettare o meno la nostra proposta.

Per una DEM, in genere, si consiglia un oggetto molto breve e accattivante, che contenga un invito esplicito a fare qualcosa (consultare un catalogo, scoprire un’offerta, ottenere una prova omaggio, e così via), una call to action ben definita.

Affinché funzioni, l’oggetto deve contenere un verbo, preferibilmente in forma attiva, ed essere in grado di esprimere, in quattro o cinque parole, un beneficio concreto, un vantaggio irresistibile, studiato in base alle caratteristiche dei nostri destinatari.

Vale la regola detta prima: un oggetto concreto, specifico, “su misura”, avrà più possibilità di raggiungere il proprio target rispetto a un oggetto generico.

Ma come essere sicuri al cento per cento che l’oggetto che abbiamo scritto catturerà l’attenzione dei lettori?

Per fortuna l’e-mail marketing ha il suo asso nella manica. Grazie alla tecnica dell’A/B Test, che vedremo più avanti, possiamo mettere alla prova l’efficacia di un oggetto, testandolo direttamente sul campo.

COME SCEGLIERE L’OGGETTO DI UNA EMAIL DI SERVIZIO

Se la newsletter deve informare e una DEM incuriosire, una mail di servizio è costretta a fare i conti con un nemico “mortale”: il pishing, ovvero quel fenomeno di truffe via e-mail che mirano a raccogliere informazioni personali sugli utenti, in particolar modo password e codici di accesso. Quando scriviamo e-mail di servizio, come quelle di conferma di registrazione al sito o l’invio di password dimenticate, dobbiamo prestare la massima attenzione alla qualità del messaggio, sia a livello tecnico, sia a livello testuale. Affinché faccia il suo dovere fino in fondo, l’e-mail deve passare indenne attraverso i filtri antispam, raggiungere sempre il legittimo destinatario e rassicurarlo sull’autenticità di chi sta scrivendo.

Anche l’oggetto qui gioca la sua parte e merita particolare cura. Il subject deve essere coerente con l’obiettivo della mail, innanzitutto, richiamare senza nessuna ambiguità l’azione compiuta dall’utente sul sito (per esempio un acquisto, una registrazione, l’iscrizione alla newsletter) e, se viene inviata direttamente da noi, deve chiarire subito e senza troppi orpelli che cosa vogliamo ottenere.

A eccezione di Monster, il cui oggetto “Informazioni sull’account” risulta troppo generico e poco chiaro, i seguenti oggetti e relativi mittenti assolvono bene alla loro funzione e con poche semplici parole (Registrazione, Conferma Registrazione, Modifica la Password, benvenuto, ecc.) e un mittente chiaramente identificabile, non lasciano dubbi su chi sta scrivendo e su che cosa si sta chiedendo di fare:

E-mail di servizio che non arrivano o vengono bloccate perché ritenute spam possono procurare parecchi problemi. Comprereste mai su un sito di e-commerce che non riesce a farvi arrivare la conferma di pagamento?

L’ OGGETTO E I FILTRI ANTISPAM

Come se non fosse già abbastanza difficile trovare un oggetto originale e capace di far presa sui lettori, si aggiunge una ulteriore complicazione: come superare senza conseguenze i filtri antispam.
L’esempio seguente ci dimostra che anche le comunicazioni “legittime”, inviate da mittenti che hanno ottenuto il consenso all’invio, possono vedersi etichettate come spam. In questa spam box, notiamo che soltanto una mail su dieci è effettivamente “indesiderata”, mentre tutte le altre sono state richieste tramite una regolare iscrizione:

Ricordiamo che i filtri operano a più livelli: ci sono quelli dei provider di posta (ISP) che filtrano le email in arrivo e quelli invece lato client, installati dall’utente stesso sul proprio programma di posta con le relative preferenze. Poiché lo spam è un fenomeno in continua evoluzione e sono richieste sempre nuove soluzioni per contrastarlo, anche le regole a cui attenersi cambiano nel tempo.

Al di là delle differenze tra i vari sistemi, oggi la maggior parte dei filtri antispam funziona in questo modo: analizzano gli elementi che compongono il messaggio, oggetto e mittente compresi, e assegnano a ognuno di essi un punteggio di probabilità SPAM. Cosa significa? Più vengono riscontrati elementi sospetti nella nostra mail, più alto è il punteggio complessivo e quindi maggiore è la probabilità di essere segnalati come spammer.

A contare non è il singolo comportamento (per esempio l’utilizzo di punti esclamativi nell’oggetto) quanto la somma di tutti i “comportamenti” ritenuti sospetti. Per dirla in altri termini, possiamo prenderci qualche rischio ogni tanto, possiamo anche ignorare le raccomandazioni degli esperti, se queste ultime non si adattano alle nostre esigenze, purché non si superi una certa soglia. Una soglia “pericolosamente” variabile, che dipende dalle policy degli ISP e dalla scelta dei destinatari finali.

Fatta questa premessa, vediamo cosa è meglio evitare.

  1. Non indicare mai un mittente generico, del tipo noreply@, o con errori ortografici come per esempio info@ o maketing@.
  2. Non utilizzare, sempre nel mittente, domini .biz o .info, tipicamente usati dagli spammer.
  3. Non utilizzare come mittente, per invii numerosi, un indirizzo di posta gratuito, come quello fornito da Gmail, Libero o Yahoo.
  4. Non usare caratteri tutti in maiuscolo come: SCOPRI LA NOSTRA OFFERTA.
  5. Non usare punti esclamativi ripetuti, come per esempio: 50% di sconti su tutto!!! Approfittane!!!
  6. Non usare assolutamente un oggetto o un mittente vuoti.
  7. Non iniziare un oggetto con una cifra espressa in dollari, per es. $1.000 dollari di guadagno.
  8. Non iniziare un oggetto con la scritta FREE oppure HELLO in maiuscolo.
  9. Evitare l’utilizzo delle parole inglesi FREE e GUARANTEED.
  10. Non iniziare un oggetto con lo username del destinatario, ossia con quella parte che, in un indirizzo e-mail, precede la @, e neppure con il nome del destinatario.
  11. Non mettere troppi spazi bianchi tra una parola e l’altra, né tra una lettera e un’altra, per esempio: A T T E N Z I O N E ! N O V I T A’ A S S OLUTA!
  12. Non inserire, a meno che non sia necessario, punti di domanda o punti esclamativi.

Oltre ai comportamenti negativi, alle cose da non fare, ce ne sono alcune che possono abbassare il punteggio del messaggio e aiutarci quindi a “passare” il severo controllo dei filtri antispam.

In particolare, se la nostra mail è scritta in lingua inglese, è consigliabile:

  1. Usare la parola “list” nell’oggetto
  2. Usare la parole “news” o “review”, sempre nell’oggetto
  3. Ricorrere a indicatori di frequenza come numeri, mese, anno, ecc.
  4. Usare una data, sempre in inglese

Per essere sicuri di non aver scritto un oggetto poco gradito ai filtri antispam, è utile effettuare dei test su caselle di posta differenti prima della spedizione. Di solito, se c’è qualcosa di sbagliato nell’oggetto, dovrebbe saltare subito all’occhio.

L’A/B TEST

Fin qui abbiamo esposto le linee guida di base per la scelta di un oggetto, ma alla fine è la prova sul campo quella che conta davvero. Anche se abbiamo seguito alla lettera tutti i consigli e le regole del buon senso, è davvero difficile prevedere il successo o il fallimento di un copy. Nell’e-mail marketing, per nostra fortuna, ci viene in aiuto una tecnica che potrebbe ridurre il rischio di errore prima di ogni invio. Tra gli addetti ai lavori viene chiamata A/B Test e, come si può evincere dal nome stesso, consiste nell’invio di un test preliminare su due campioni distinti.

Facciamo un esempio. Se devo lanciare una campagna e-mail su un target di 10.000 indirizzi, non conviene essere troppo precipitosi e inviare subito la stessa mail all’intero database. E’ anzi opportuno, soprattutto se abbiamo investito molto tempo e denaro, inviare una mail di prova su un campione più ristretto, mettiamo 2.000 utenti. A questo punto, possiamo dividere questo gruppo in due parti (1.000 ciascuno) e spedire due e-mail sostanzialmente uguali, cambiando soltanto l’aspetto che ci interessa analizzare.

Nel nostro caso, il campione A riceverà una mail con oggetto:

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Il campione B, invece, riceverà la stessa mail, ma con oggetto leggermente diverso:

Risparmia fino a 150 euro sui nuovi prodotti

Dopo qualche giorno, non ci resta che analizzare le aperture dei due messaggi e vedere se ci sono state differenze di un certo rilievo. Se un’e- mail ha registrato più letture rispetto all’altra, vuol dire che l’oggetto è più efficace e può essere utilizzato con maggior sicurezza per l’intera campagna. Se, come spesso succede, i tassi di apertura sono identici o si discostano per pochi punti percentuali, significa che gli oggetti sono entrambi validi, o entrambi da rivedere, a seconda dei casi.

Anche se ’A/B Test è molto utile per sondare l’impatto di un oggetto, bisogna stare attenti:

  • Il test, infatti, andrebbe effettuato su un campione piccolo, e non su tutta la lista. Sarebbe un errore inviare una campagna e-mail a 10.000 destinatari con un determinato subject, e poi, dopo qualche giorno, inviare agli stessi destinatari la stessa campagna ma con un oggetto diverso. Così facendo, potremmo annullare del tutto gli effetti del secondo invio e ottenere risultati poco attendibili.
  • I due campioni devono essere omogenei e scelti in modo del tutto casuale. Se li scegliamo in base a qualche caratteristica particolare (per sesso, nazionalità, data di iscrizione, ecc.), il campione potrebbe non rappresentare più l’intero target e produrre risultati distorti, di scarsa utilità.
  • L’A/B Test, affinché sia davvero efficace, deve concentrarsi su un’unica variabile, per esempio l’oggetto, la grafica, lo slogan o altri elementi di nostro interesse. Se teniamo sotto osservazione troppe variabili nello stesso tempo, rischiamo di fare confusione e non capire più cosa piace davvero e cosa no.
  • Infine, questa opportunità non deve essere una scusa per non riflettere: sarebbe troppo semplice e sbrigativo buttare giù due oggetti in modo approssimativo e poi affidare all’A/B Test la scelta definitiva. Al contrario, il test dovrebbe essere la prova del nove, un modo per migliorare ciò che non ci convince.

ESEMPI DI OGGETTI EMAIL E SPUNTI CREATIVI

Ecco alcuni spunti, alcune formule rodate che possono darci un po’ di ispirazione nella stesura di un oggetto vincente.

Ecco a voi nove semplici tecniche per far colpo sui vostri lettori.

Oggetto semplice e diretto

La cosa più semplice è scrivere un oggetto senza fronzoli, senza troppi giri di parole, che va dritto al punto. E’ particolarmente indicato per promuovere offerte interessanti o per prodotti già conosciuti ai lettori.

Esempi:

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Oggetto che propone un vantaggio evidente

Qual è il più grande vantaggio che stiamo offrendo ai nostri destinatari? Su quale caratteristica del prodotto o del servizio è meglio puntare? Una volta individuato il principale punto di forza, possiamo cercare di renderlo in un oggetto.

Esempi:

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Oggetto “notizia”

Questa tecnica consiste nel rendere un oggetto, anche con finalità commerciali, come titolo di una notizia. Il trucco sta nello stuzzicare la curiosità dei lettori, far leva sul loro bisogno innato di conoscere.

Esempi:

Scoperto un nuovo modo di radersi

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Un oggetto che dice “Come…”

Questo oggetto si fonda sulla capacità di chi scrive di rispondere a un bisogno o risolvere un problema. E quale modo migliore per farlo se non iniziando la frase con un “Come…”?

Esempi:

Come imparare l’e-mail marketing in poche lezioni Come aumentare del 50% le tue aperture

Oggetto che pone domande

Fare domande dirette ai lettori può creare maggiore coinvolgimento. L’importante è non scegliere le domande in modo casuale o soltanto perché ci piacciono: deve sempre emergere il principale vantaggio e il resto della campagna e-mail deve essere capace di dare una risposta chiara e convincente.

Esempi:

Vuoi aumentare gli iscritti alla tua newsletter? Quante e-mail riesci a inviare in un minuto?

Oggetto “imperativo”

Questo oggetto dice al destinatario, in modo semplice e diretto, che cosa deve fare, che cosa vogliamo che lui faccia. Il metodo funziona se l’oggetto, oltre a dare un comando, è in grado di dire il perché lui dovrebbe ascoltarci.

Esempi:

Scarica la nuova guida sull’e-mail marketing Evita code all’ingresso, pre-registrati online

Oggetto che offre informazioni

E’ un oggetto che fornisce dritte, suggerimenti, informazioni utili al destinatario. Se sapremo cogliere i suoi interessi, stimolare la sua curiosità, l’apertura della e-mail è garantita.

Esempi:

I tre segreti dell’e-mail marketing che devi sapere Una guida che ti mostra cosa fare e cosa non fare

Oggetto che fa leva sui testimonial

Forse meno usato rispetto agli altri, questo tipo di oggetto riporta i commenti positivi di un testimonial o di un cliente affezionato. Se usiamo questa tecnica, però, dobbiamo essere bravi nel trovare una citazione breve e incisiva, che possa essere visualizzata nella riga del subject.

Esempi:

“Su meet.it ho trovato l’amore della mia vita” “Ogni mattina, in ufficio, leggo sempre NewsVip”

Oggetto con qualcosa in più

Spesso, il linguaggio pubblicitario rischia di diventare ripetitivo e suonare come falso. Ma con un po’ di creatività, con un po’ di concretezza, possiamo dare un tocco diverso ai nostri oggetti, aggiungendo qualche “ingrediente” inatteso.

Esempi:

Una casalinga disperata? Si rivolge a Spira

35 anni, studente e lavoratore… esami superati!

Quando scriviamo l’oggetto della nostra e-mail, prendiamoci il tempo necessario e, se abbiamo tempo, testiamo oggetti diversi su diverse tipologie di destinatari.

L’oggetto è il primo messaggio che vedono gli utenti, e una leva imprescindibile per emergere tra le e-mail dei nostri concorrenti.

 

 

 

Email Marketing – Parte 02 | Strategie

OGGETTO DELLA MAIL

È l’aspetto più importante di una comunicazione, quello che determina il reale tasso di apertura di un’email.

È la pietra miliare dell’email marketing, è quell’elemento che riesce a convincere il destinatario o che al contrario lo invita a cestinare il messaggio. Può essere costituito anche da una sola parola, o al massimo da una brevissima frase. Descrive in sintesi il contenuto della comunicazione: specifica ciò che si invia, a chi e per quale scopo. È un mix di intuizione, buone pratiche di comunicazione e capacità di persuasione.

Di cosa parliamo? Abbiamo descritto le caratteristiche dell’oggetto di un’email ovviamente!

Di seguito tre utili consigli che ti possono aiutare nella formulazione del subject (Oggetto).

  • Se stai facendo una promozione e vendi a 50 euro un prodotto che ne costa generalmente 100 è preferibile scrivere “50% di sconto” o “-50%” che “A metà prezzo”. Cerca la sintesi, ma anche la chiarezza e l’immediatezza.
  • Utilizza la giusta punteggiatura. Non sprecare punti e virgole inserendoli quando non servono. Inserisci il punto esclamativo solo se è necessario dare enfasi alla frase. Se desideri evidenziare unaporzione del testo inserisci un trattino orizzontale o verticale.
  • Sii realistico ed evita slogan o affermazioni esagerate: non c’è cosa peggiore per un destinatario del leggere una comunicazione con un oggetto che non ha corrispondenza con il contenuto dell’email. Si inganna chi riceve la comunicazione e si crea un’implicita delusione. Si tradisce la fiducia di un potenziale cliente.

L’oggetto dell’email ha alcune funzionalità specifiche:

  • Conferisce importanza all’email: una newsletter informativa con un oggetto che riporta la data di invio ha generalmente contenuti meno prioritari di una dem. “Newsletter Settimanale – 1 Marzo 2012” è meno importante di “Scopri l’offerta a te riservata.
  • Deve essere intrigante. Nessuno si lascia affascinare da un’email con un oggetto senza senso, monotono, privo di brio.
  • Deve essere interessante. Il destinatario della comunicazione dall’oggetto deve cogliere elementi di interesse che possano facilitare la lettura dell’email.

Come possono essere raggiunti questi obiettivi?

  • Se hai una news comunicala subito nell’oggetto dell’email. La curiosità dei clienti è un’arma a tuo vantaggio: i clienti attendono sempre di conoscere le novità di un prodotto o di un servizio.
  • Se proponi un’offerta, utilizza parole efficaci e convincenti, non banali.
  • Nell’oggetto potresti proporre una domanda ai tuoi destinatari la cui risposta deve essere recuperata solo con la lettura dell’email. Un po’ di suspense può aumentare il tasso di apertura dell’email.

LE PAROLE DA NON SCRIVERE NELL’OGGETTO DI UN’EMAIL

Le parole sono importanti per ogni genere di comunicazione. Nell’email marketing alcune parole sono proprio nefaste. Se le inseriamo nell’oggetto di un’email potrebbero compromettere la buona riuscita di una campagna: l’email potrebbe essere catalogata come spam.

Ecco l’elenco delle parole che è sconsigliato utilizzare.

  • Gratis, free, omaggio, regalo e simili.
  • Punti esclamativi o punti interrogativi in successione.
  • Grandissima, furbissima, intelligentissima, offertissima e tutti gli
    altri superlativi assoluti.
  • Termini medici.
  • Vocaboli legati ai giochi on line, al guadagno on line o le parole
    trading e forex.
  • Simboli come &, $, / #.
  • Parole dentro le parentesi quadre [ ].
  • Parole come warning.
  • Espressioni come “Comunicazione importante”.
  • Troppi numeri all’interno di un testo stringato.

LE PRINCIPALI REGOLE DA SEGUIRE

Tenendo conto sia di ciò che nel mercato sembra funzionare sia delle scoperte e delle riflessioni scaturite dai precedenti articoli, propongo ora un elenco di aspetti che ritengo non essere trascurabili nel concepire e nel gestire il rapporto con il destinatario di una Email commerciale, di una Newsletter ma anche in una semplice Email scritta tra il caffè e la sigaretta il lunedi’ mattina…:

1. Coerenza dell’identità del mittente

Indirizzo email (campo “Da:”), presentazione se necessaria (“Sono…”) e la firma (signature) abbiano sempre dei tratti comuni rispetto all’identità del mittente. I tratti sono segni che identificano il garante e quindi l’affidabilità della mail stessa.

2. Referenze del mittente

La firma e le prime righe dopo la presentazione vengano utilizzate dal mittente per incrementare la propria autorevolezza e per condividere parte di sé con il destinatario.

3. Condivisibilità del campo “A:”

Il destinatario reale possa sempre riconoscersi nel destinatario manifestato dal messaggio, anche nel caso sia il nome di un gruppo o di una azienda. Senza condivisione non esiste comunicazione né tanto meno la greca pístis (fiducia).

4. Condivisibilità e pertinenza del campo “Oggetto:”

Chi legge possa sempre riconoscere come condiviso il tema generale del messaggio e ritrovare il suo interesse in esso. Nel caso specifico di una newsletter, l’utente ha dato il permesso di riceverla.

5. Permanenza nel tempo delle istruzioni

In una newsletter come cancellarsi, come cambiare indirizzo email e come contattare il mittente siano istruzioni comunicate sempre e come sempre siano facilmente rintracciabili.

6. Esplicitazione del permesso dato

Se è necessario, il mittente comunichi all’iscritto di essere soggetto al permesso che lui stesso (l’iscritto) gli ha dato. Realismo.

7. Dire solo ciò che è valido e il perché

Il Marketer non elenchi tutti i prodotti o servizi accumulati negli anni. Dica solo ciò che per lui vale in quel momento e ne espliciti le ragioni.

8. Realismo nell’abbondanza delle offerte

Di ciò che vale comunicare al destinatario se ne comunichino i benefici probabili e i vantaggi verosimili e se ne dia le ragioni.

9. Incremento dei luoghi di condivisione dell’interesse espresso

Se presenti, il mittente comunichi le pagine Web e i luoghi fisici dove è possibile una condivisione con il destinatario su ciò che gli interessa. La condivisione incrementa i segni che possono portare il lettore ad aumentare il suo credito verso il marketer.

10. Dire il perché del “dirlo a un amico”

Il mittente faciliti la dinamica naturale per cui una cosa che vale viene comunicata, dandone le ragioni nel testo (viral marketing).

11. Dettagliare la richiesta del feedback

Il mittente proponga all’iscritto campi e argomenti su cui è possibile (non necessario) ottenere un feedback. Il provocare, ad esempio, facilita l’utente ad esporsi in un giudizio.

12. Argomentare la privacy dell’iscritto

Il mittente non dica semplicemente di non essere uno spammer: dettagli tutte le possibilità di lesione della privacy del destinatario che non verranno da lui (marketer) attualizzate.

STRATEGIE PER AUMENTARE LE APERTURE

Un’email con un tasso di apertura superiore al 30% denota un buon successo della campagna di email marketing. Come è possibile migliorare i tassi d’apertura? Certamente con una buona esperienza, con una discreta conoscenza del target di riferimento, ma anche con qualche principio psicologico che studia il comportamento degli utenti. Di seguito un trucco per incrementare il successo delle vostre campagne.

Crea una Call to-Action che funziona!

Nel momento in cui un destinatario riceve un’email si verificano due scenari: l’utente apre subito l’email oppure non la legge mai più! Crea in chi riceve l’email quel senso di “urgenza” che lo porta a scoprire subito il contenuto della comunicazione. Secondo lo psicologo comportamentale Howard Leventhal una comunicazione ha un carattere d’urgenza e ha un forte impatto emotivo se all’utente vengono chiaramente e semplicemente spiegate le conseguenze di un determinato gesto.

Howard Leventhal ha, ad esempio, studiato gli effetti di una campagna sulla sicurezza stradale attraverso l’utilizzo di due immagini diverse: da una parte una semplice cintura di sicurezza con un messaggio ad effetto e dall’altra l’immagine di un uomo morto, con il cranio fracassato in seguito ad un incidente stradale su un’autovettura. La seconda immagine ha sortito maggiore successo rispetto alla prima proprio perchè molto più esplicita.

Una comunicazione che suggerisce come evitare una situazione problematica e quali sono le conseguenze di un determinato gesto ha un altissimo potere persuasivo. Alla stessa maniera, con le email, è importante, in modo semplice e schematico, indicare quali sono le azioni che il destinatario dovrà compiere dopo aver cliccato sul link e quali saranno gli effetti del suo click.

Nella creazione dell’email e soprattutto nell’oggetto, deve essere inserito quel senso di urgenza che convince l’utente ad aprire per primo la comunicazione. Indica alcuni semplici comandi: l’inclusione di chiare azioni dà sicurezza ai lettori e scaturisce delle emozioni positive che producono un click. Un po’ di psicologia sociale anche nell’email marketing è fondamentale.

SPEDIRE EMAIL CON UN MITTENTE CORRETTO

Hai creato una buona comunicazione dal layout accattivante ed in linea con i principi fondamentali dell’email marketing, ma i tassi di apertura delle tue email non sono come te li aspetti?

Hai provato a valutare l’efficacia dell’indirizzo email da cui spedisci? Anche il mittente che utilizzi può determinare il successo di una campagna di email marketing. Ti consigliamo di effettuare alcune utili verifiche.

  • Utilizza un indirizzo di posta valido e realmente esistente
  • Non utilizzare un indirizzo email inesistente, ma utilizzane uno su cui gli utenti possano scriverti. Quando il destinatario riceve una comunicazione, ha un solo modo immediato per mettersi in contatto con il mittente: cliccare sul tasto RISPONDI. Un indirizzo di posta inesistente non consente questa operazione. L’utilizzo di un mittente non valido è inoltre un’azione vietata dalla legge a tutela della privacy degli utenti.
  • Crea un mittente che possa essere ricordato semplicemente
  • Che senso ha l’utilizzo di uno scioglilingua al posto di un indirizzo email facile da memorizzare? La sontuosità non è amica dell’email marketing: più la comunicazione è semplice, più immediato e comprensibile è il messaggio. Nel creare l’indirizzo email per il mittente, scegli un termine, possibilmente breve che, associato al dominio dell’email, possa essere sensato e di forte impatto comunicativo.
  • Non utilizzare un indirizzo email personale
  • È insensata ed anche un po’ autoreferenziale, l’idea di utilizzare un indirizzo personale come mittente da cui si invia la newsletter periodica. É bene distinguere sempre le comunicazioni di carattere personali da quelle legate all’aspetto lavorativo ed in particolare al business. Il nome dell’azienda deve essere subito riconoscibile.

LO SPAM

Il problema che vorrei esporre in questo post si concentra sul quesito annoso di definire quando un email è spam o non lo è. La discussione nasce tutta dall’esistenza di diverse interpretazioni di che cosa voglia dire che spam è un email “non voluta”.

Riassumo in due categorie diversi punti di vista dei marketers: la prima categoria è orientata al mittente mentre la seconda al destinatario.

DAL NOSTRO PUNTO DI VISTA – I MARKETERS

Mandare delle email a un gruppo di persone che è stato targettizzato sotto un certo interesse NON è SPAM (cit. Dana Blankenhorn). Il criterio per decidere quando una email è spam o non lo è se il destinatario è interessato o no a quello che riceve (cit. Bill Herp).

Prendere a noleggio l’email address di uno o più utenti che hanno dato il proprio indirizzo a qualcun altro per ricevere delle informazioni su un certo argomento, NON è SPAM, sempre che le informazioni inviate rimangano nell’ambito di interesse del destinatario.

Se si sa per certo che qualcuno è interessato a un certo argomento, mandargli delle informazioni a proposito o delle notizie o una promozione commerciale non è spam (cit. Ramon Ray).

Il problema principale sono le leggi e le organizzazioni antispam e, quindi, trovare soluzioni e strategie adeguate a difendersi dalla possibilità di essere etichettati come spammers da organi legali come il Mail Abuse Prevention System (MAPS) o il Real time Blackhole List (RBL) (cit. Dana Blankenhorn).

Aspetto che, in alcuni stati, porta a severe sanzioni e nei casi più estremi anche al blocco dell’attività!

Riassumendo, le 2 caratteristiche fondamentali del punto di vista appena esposto sono:

  1. Il fatto di mandare messaggi con un tema che sia interessante per il destinatario
  2. Il difendersi dagli organi legali antispam.

UN GIUDIZIO DAL PUNTO DI VISTA DEL DESTINATARIO (CLIENT)

Ramon Ray scrisse:

If you have something that you think MAY be of interest to someone, because of their professional, ethnic or other affiliation then it’s fine to email them.

mentre

Isn’t this excuse that *EVERY* spammer uses for sending their message? […]
It doesen’t matter what *I* think as a marketer. What matters is what recipient thinks.(cit. Bob Cortez)

Dalla citazione si deduce facilmente che spam è quando il destinatario dice che è spam. Il criterio di giudizio non è l’interesse del destinatario ma la sua percezione dell’email che riceve. Questo vuol dire che la definizione di spam dipende innanzitutto dal permesso che il destinatario ha dato (opt-in) e che continuamente rinnova nel rapporto con il mittente.

Ad esempio, se il permesso dato da un utente Internet è sotto la condizione che il suo indirizzo email non verrà mai condiviso con terzi, noleggiare il suo indirizzo è spam (non solo dalla parte di chi lo riceve, ma anche da quella di chi lo da). Allo stesso modo, se l’accordo al momento dell’iscrizione prevede una pubblicazione settimanale, un messaggio che arriva dopo un mese di silenzio stampa può essere percepito come spam.

La chiarezza dell’accordo iniziale, sempre rinnovata ad ogni comunicazione, influisce sulla percezione del destinatario (cit. Ann Handley) e, quindi, può anch’essa influire nel qualificare un messaggio come spam o meno.

Il problema dello spam non è la legge (cit. Dana Blankenhorn): il fatto che un marketer riesca o non riesca ad aggirare le leggi e gli organi antispam non modifica la percezione di chi riceve un email senza averne dato il permesso.

The modern marketer takes acceptable practices on the Internet very seriously. While the differences between spam, opt-in, and opt-out sound like a quarrel over shades of gray and splitting hairs, it’s really a question of brand management and customer respect. (cit. Sterne e Priore)

Il punto vero da approfondire è proprio cosa voglia dire rispetto e che valenza comunicativa abbia la definizione che se ne dà. E’ un risvolto etico dell’eMail Marketing che non rappresenta una parte a se stante della comunicazione, ma ne è parte integrante e non scindibile.

CUSTOMER COMMUNICATION

L’istantaneità prima di tutto, il basso costo e la possibilità di personalizzare la comunicazione sono i fattori essenziali che rendono l’eMail uno strumento utile ed indispensabile per la comunicazione commerciale con il cliente.

Il cliente, infatti, può ricevere quasi in tempo reale e secondo i suoi interessi:

  • Novità generali legate all’azienda
  • Promozioni su nuovi prodotti/servizi
  • L’annuncio del cambiamento di alcuni servizi
  • Notizie in esclusiva
  • Documentazioni su alcuni prodotti
  • Informazioni sulle nuove versioni o nuovi modelli di prodotti
  • Indicazioni su errori rilevati durante i test di funzionamento e controllo qualità
  • Inviti a fiere o a eventi riservati ai clienti
  • E molto altro…

Dobbiamo però precisare che le comunicazioni con il cliente sono tendenzialmente precedute da un permesso dato dal cliente stesso, tranne nel caso di informazioni o novità giudicate indispensabili da comunicare. Una serie di messaggi che l’azienda invia senza che siano stati richiesti dal destinatario, può annoiare, generare proteste e, quindi, ottenere l’effetto opposto di quello desiderato. E poi non dimentichiamoci della nuova legge contro lo SPAM!

FOLLOW UP

Con “follow-ups” intendiamo l’atto di recuperare la comunicazione con uno o più persone dopo un contatto già avuto con le stesse. Un ordine, una domanda, una protesta, una riunione di lavoro sono tutti contatti che rappresentano per chi vende, ma non solo, una risorsa estremamente preziosa.

L’idea alla base di tutto è: se c’è stato un contatto, bisogna far di tutto perché quel preciso avvenimento riaccada. Tutti sappiamo di come l’eMail tenda a diventare lo strumento più comune e immediato per la continuità dei rapporti e conosciamo bene anche la sua capacità interattiva. Proprio questi due fattori, insieme alla velocità e al basso costo, rappresentano la forza dell’eMail nel caso che stiamo trattando.

La capacità di rispondere dopo poco tempo a un ordine o a una domanda che sono stati ricevuti e il fatto di poter far figurare il contenuto del messaggio originale sia nel corpo sia, in qualche modo, nel soggetto dell’email (Es.: “Subject: Re: informazioni sul prodotto X”), rendono la comunicazione del venditore estremamente gradita e accettabile per il cliente, anche se poi nel messaggio vengono inserite alcune informazioni su nuovi prodotti o eventi che non erano state esplicitamente richieste.

Un altro utilizzo dell’eMail che definirei strategico per una comunicazione efficace con in nostri interlocutori si presenta dopo delle riunioni di lavoro o incontri personali. Infatti un messaggio di ringraziamento, che l’altro partecipante può leggere lo stesso giorno dell’incontro, accompagnato anche da un breve riassunto di ciò che è stato discusso e da nuove proposte, aiuta, senza dubbio, il mittente (nel nostro caso, l’azienda) ad ottenere maggior credito presso i suoi interlocutori. Inoltre si crea l’opportunità di dare vita a una nuova discussione.

Oltre all’uso dell’email, un altro potente strumento per recuperare un contatto è il telefono. Se da un lato l’utilizzo del telefono appare come il mezzo migliore e più adatto per il recupero di un contatto in quanto implica un maggior grado di coinvolgimento umano dell’eMail, dall’altro lato invece presenta lo svantaggio di essere più lungo e costoso e, ultimamente sconveniente. Risulta infatti difficile e complesso effettuare “follow ups” con il solo telefono quando il numero dei contatti da gestire raggiunge, come succede spesso in ambito commerciale, le migliaia di unità.

Non dobbiamo infine dimenticare l’importanza dei sistemi di messaggistica come messanger, skype, google talk… Tutti però presentano un solo grosso svantaggio: se entriamo nella lista del cliente siamo sempre reperibili ed il nostro tempo lavorativo rischia di essere frammentato più di quel che lo è già.

Un consiglio: usiamoli solo con clienti importanti, che di solito hanno anche cose migliori da fare che chattare con noi !

Un ottimo software per l’invio e la gestione degli autoresponders e dei follow-ups?

Il mercato americano propone diverse soluzioni software, come preziosi supporti alle varie attività di Email Marketing (autoresponders, follow- ups, newsletters,…). Uno tra i migliori in assoluto e’ GETRESPONSE

COME PROMUOVERE UN EVENTO CON LE EMAIL

Chi fa parte di un’associazione culturale, musicale o sportiva, chi lavora nel campo del volontariato o della promozione sociale sa perfettamente quanto sia indispensabile dotarsi di strumenti di comunicazione efficaci. Nella realizzazione di un evento, tralasciando gli aspetti di carattere logistico, la parte più complessa è quella relativa alla promozione. Un concerto, la presentazione di un libro, un convegno, può anche essere ricco di contenuti e di grande pregio, ma se è poco noto, ha un impatto non determinante nella collettività.

Un’email è un ottimo veicolo di promozione degli eventi: se associato agli altri strumenti del web, come ad esempio quelli offerti dai social network, può essere determinante.

Come promuvere un evento per email?

Pensa ad un messaggio ad effetto che sintetizzi i contenuti della manifestazione. Crea la giusta attesa fra i destinari della comunicazione rendendoli partecipi delle varie fasi della realizzazione dell’appuntamento. Man mano, con l’invio delle email, capiranno quanto sia importante partecipare.

Metti in evidenza tre cose principali:

  • La presenza di persone eventualmente note che possono suscitare interesse
  • Luogo e ora dell’evento
  • Il titolo dell’evento
  • Pianifica i tuoi invii. Invia una prima comunicazione qualche settimana prima in modo tale che il messaggio si divulghi con un cospicuo anticipo. Manda una seconda email quando hai il programma dettagliato. Invia infine una comunicazione uno o al massimo due giorni prima in modo tale da ricordare a tutti quale sia la data ed il luogo stabilito per l’incontro.

Quando poi ti ritroverai in mezzo alle tante persone richiamate dalla tua email, non dimenticare di raccogliere nuovi indirizzi: al prossimo appuntamento potrai coinvolgere un numero superiore di persone.

EMAIL MARKETING PER ASSOCIAZIONI NO PROFIT

Se c’è una categoria di individui che potrebbe sfruttare a pieno i vantaggi dell’email marketing è quella degli appartenenti ad associazioni ed enti no profit, i quali su Infomail godono di ampi sconti a loro riservati.

Perchè usare uno strumento di email marketing per comunicare?

  •  Gli invii sono immediati ed in poco tempo è possibile contattare tutti i soci.
  •  La promozione degli eventi può essere fatta ad un costo basso, in modo veloce, senza supporti cartacei.
  •  Hai la possibilità di inviare reminder dell’ultimo momento e di ricordare a tutti ciò che hai programmato.
  •  Riesci a farti presente quando vuoi, dove vuoi, in qualsiasi momento ai tuoi soci.
  •  Puoi velocemente allargare l’elenco dei contatti: è sufficiente raccogliere nuovi indirizzi e caricarli sul tuo account.
  •  Puoi gestire velocemente un database di contatti.

COME MANTENERE UNA BUONA SENDER REPUTATION

Hai acquisito una certa reputazione e le tue campagne di email marketing riscuotono un discreto successo. Come mantenere lo status quo o migliorare ancora i risultati?

Un’operazione da compiere è certamente quella della tutela della buona reputazione dell’indirizzo email del mittente e degli indirizzi ip da cui si spedisce. Per quanto riguarda questi ultimi, se invii le tue comunicazioni con Infomail, non ci sono problemi: gli indirizzi IP sono tutti attendibili e le email saranno recapitate senza nessun problema. Quali altri comportamenti adottare?

  • Invia solo ai sottoscrittori reali
  • Ripulisci le liste ogni volta che spedisci. Infomail, nei reports ti indica quali sono gli indirizzi email errati. Ti invitiamo a non spedire più a tali indirizzi. Infomail automaticamente, nel momento in cui si carica un lista, elimina gli indirizzi formalmente non corretti.
  • Non acquistare liste di indirizzi
  • Spedire ad una lista di indirizzi acquistata non è un’operazione consentita dalla legge in tutela della privacy, ma se anche l’acquisto fosse consentito non se ne avrebbero grossi benefici: non sempre le liste sono aggiornate e all’interno possono essere presenti molti indirizzi vecchi e non più utilizzati. Se, inoltre, il destinatario non riconosce il mittente, può catalogare immediatamente l’email come spam.
  • Non inviare contenuti inaspettati

Si può cadere nella tentazione di utilizzare le liste a cui normalmente si inviano le comunicazioni anche per scopi non strettamente connessi a quelli per cui l’utente ha prestato il consenso alla ricezione delle email. Se un utente è interessato ai prodotti sportivi, che senso ha inviare un’offerta sulla nuova macchina del gelato?

Personalizza il corpo dell’email

Se hai dei contenuti di carattere commerciale non inviare un’email asettica. Personalizza invece i contenuti prendendoti la giusta cura nei confronti di ogni destinatario.

CAMPAGNE DI EMAIL MARKETING LAST MINUTE

Ultimi giorni del mese di luglio, la parola ferie si sta per concretizzare e già assaporiamo il gusto di un po’ di relax sotto l’ombrellone.

Un ultimo sforzo si può fare: perchè non impostare una campagna di email marketing last minute di quelle che sorprendono il destinatario e lo fanno ricadere nella tentazione di un estivo e spensierato acquisto?

Come impostare una campagna email marketing dell’ultimo minuto?

Suggerisci tu gli acquisti

Se hai un elenco degli acquisti fatti dai tuoi clienti è facile pensare a dei prodotti per loro utili. Anche i tuoi clienti stanno programmando gli ultimi dettagli delle vacanze e, si sa, qualche acquisto dell’ultimo momento è doveroso. Perchè non offrire ad esempio una serie di suggerimenti sui prodotti da acquistare nell’ultimo minuto?

Crea offerte di breve durata

In un periodo di crisi economica, offerte e promozioni salvano tanti portafogli. Pensa ad offerte con una veloce scadenza temporale, una promozione valida per una sola giornata ad esempio. Pianifica l’invio dell’email nelle prime ore della giornata lavorativa, inserisci nell’oggetto dell’email la scadenza dell’offerta (Es. Solo per oggi) e spedisci la comunicazione.

Condividi la tua offerta sui principali social network

Con una condivisione nella pagina Facebook della tua azienda o con un tweet il messaggio può essere amplificato nel web. Invita anche i destinatari a veicolare le tue offerte con i vari canali di comunicazione e a costo zero.

EMAIL MARKETING PER PICCOLI ESERCIZI COMMERCIALI

Nell’andare a fare un po’ di compere per il cambio di stagione, si può rimanere piacevolmente sorpresi. Si entra nel negozio con quell’atteggiamento tipico di chi vorrebbe trovare qualcosa di carino, ma anche di economico da indossare nelle fresche serate di questo giugno dal meteo imprevedibile.

Si sceglie il capo d’abbigliamento desiderato, si entra nel camerino per provarne la taglia: il risultato è soddisfaciente. Fieri e orgogliosi ci si reca alla cassa dove la commessa ci soprende con un’ottima domanda: “Vuole lasciarmi il suo indirizzo email così le mando una comunicazione quando arriva qualche novità che può essere di suo gradimento?”. “Certo, mia cara!”. Una firma sul modulo di accettazione della privacy ed il gioco è fatto!

Si tratta di un’ottima prassi da cui si può facilmente dedurre che l’email marketing è uno strumento vincente anche per i piccoli esercizi commerciali, magari dislocati in centri abitati non troppo grandi. Fidelizzare il cliente attraverso comunicazioni ad esso riservate può essere una valida strategia. Ecco come si potrebbe sviluppare un’efficace campagna di email marketing per un piccolo esercizio commerciale.

Raccolta indirizzi email

Un cliente che sta acquistando un prodotto è un individuo soddisfatto e, senza nessun problema, sarà disposto a lasciare il proprio indirizzo email per essere contattato in un momento successivo in caso di promozioni o offerte particolari.

Chiedi al cliente quali possono essere le offerte più interessanti

Un ragazzotto single sui 20 anni, amante dello sport, difficilmente sarà interessato ai capi di abbigliamento per i neonati: è inutile e dannoso assediare il destinatario con comunicazioni non pertinenti con il suo profilo.

Crea un modello grafico ad hoc

Puoi scegliere e personalizzare uno dei tanti modelli grafici che Infomail ti mette a disposizione. Realizza un template che possa essere utilizzato per comunicazione successive: in questo modo rendi riconoscibile la tua azienda anche graficamente.

Invia la comunicazione e analizza i risultati

Analizza le statistiche per capire quali utenti hanno aperto la tua email ed eventualmente cliccato sui link: è un buon modo per migliorare la gestione delle campagne di email marketing.

BREAKING NEWS

Quando un’azienda ha la necessità di comunicare qualcosa di molto importante o di immediata rilevanza per tutti i suoi clienti (ad esempio un’acquisizione, una fusione, un nuovo presidente, informazioni volte a spiegare la capacità dell’azienda a gestire una particolare situazione di crisi o altre novità di questo peso,…) la capacità del sistema di posta elettronica di inviare lo stesso messaggio verso un gran numero di destinatari (“broadcast email”) rappresenta una risorsa adeguata allo scopo.

La comunicazione di annunci di grande rilevanza e di valore immediato per tutti i clienti non può attendere più di un giorno per aver luogo, né, molte volte, può permettersi di dipendere da giornali o televisione. Ad esempio, una intervista ambigua e compromettente di un presidente di un’azienda, trasmessa su un canale televisivo molto seguito, necessita senza dubbio di una contromossa immediata (e difficilmente le televisioni concederanno un’altra intervista, alla stessa azienda, il giorno dopo).

In situazioni di crisi come quella appena descritta, il primo scopo, in sintesi, è quello di raggiungere i propri clienti per non perderli. L’ipotesi di comprare uno spazio pubblicitario su tutti i giornali nazionali è sicuramente un metodo adeguato per raggiungere un gran numero di persone e per dire senza intermediari quello che si vuole dire, ma non tutte le aziende se lo possono permettere.

L’eMail, come già ripetuto più volte, può raggiungere molti clienti, in poco tempo e a costi bassissimi, e possiamo quindi considerarla come l’ipotesi migliore per gestire questo tipo di crisi. La carta (lettera aziendale) seguirà all’email per potenziarne ed accreditarne l’effetto.

EMAIL E SURVEY/SONDAGGI

Il sondaggio, oltre a essere uno strumento informativo prezioso per qualsiasi azienda, rappresenta anche una possibilità concreta per i clienti di dare la propria opinione. Se poi realizziamo i sondaggi sfruttando come mezzo l’E-mail, i risultati che ne deriveranno saranno decisamente interessanti.

Iniziamo col dire che i vantaggi dei sondaggi via eMail, rispetto a quelli via telefono o via fax,sono essenzialmente due:

  1. E’ più facile rispondere al sondaggio
  2. Sono meno intrusivi di quelli fatti per telefono: se uno vuole legge l’email e partecipa al sondaggio, ma se non vuole non lo fa. E’ lui che sceglie, non gli viene imposto nulla e soprattutto non viene disturbato.

L’importanza di questi due fattori è essenzialmente il fatto di tenere conto del destinatario facilitandolo nell’operazione che gli viene chiesta.

La comodità nella risposta che l’eMail permette rispetto al fax (operazioni più lunghe a costo più alto) e la possibilità di non dover per forza rispondere sul momento, sono i risvolti concreti che fanno sì che la posta elettronica sia il mezzo più adeguato allo scopo primario dei sondaggi, e cioè di ottenere risposta.

Un buon software per realizzare sondaggi?

Guarda in questa pagina web:

http://www.opensourcescripts.com/dir/PHP/Polls_,038_Surveys/

GRUPPI DI DISCUSSIONE VIA EMAIL

I gruppi di discussione via eMail hanno la particolarità di coprire un numero pressoché illimitato di tematiche. Infatti troviamo discussioni che vanno dall’Astronomia alla Formula1, passando per argomenti come la macchina del pane e il volontariato per i disabili nella città di Berkeley. Data questa premessa, le possibilità che fra tutti i gruppi di discussione ve ne sia almeno uno che tocchi l’ambito di un qualsiasi prodotto esistente sul mercato è praticamente uguale a 1.

Per il marketer, questo significa, nella maggior parte dei casi, migliaia di utenti Internet già coinvolti nel contesto in cui si colloca il prodotto da promuovere. Le azioni che ne conseguono possono essere almeno 2: in un primo momento la richiesta, al proprietario del gruppo, di inserire un messaggio pubblicitario in ogni email scambiata nella discussione per un certo periodo di tempo e, solitamente, a pagamento, poi in un secondo step il partecipare al gruppo di discussione o il far partecipare il cliente formandolo per una comunicazione marketing oriented.

La capacità dell’eMail di supportare l’attuarsi di una condivisione, conferma, in questo punto, tutta la sua forza e si dimostra una eccezionale possibilità per raggiungere, senza ricerche di mercato troppo lunghe e dispendiose, un audience numeroso e già targettizzato.

Mi piace chiamarlo o, meglio, inserirlo nel Marketing di Prossimità (online) – così come quello che si può fare usando la blogosfera.

 

 

Email Marketing – Parte 01 | Newsletter

LA NEWSLETTER

1.440.000.000 (circa) è il numero di pagine Web che si possono trovare cercando la parola “newsletter” sul motore di ricerca Google.

La ragione di questo eccezionale risultato è che, come sappiamo, Internet, attraverso la Posta elettronica (ed ora anche i blog), ha dato la possibilità a tutti di diventare editori.
 In termini generali, scrivere una eNewsletter equivale a editare, via eMail, un articolo su un certo tema, avente come target uno o più utenti di Posta elettronica interessati all’argomento trattato.

Più propriamente, una eNewsletter è il tipo di comunicazione appena descritto, inviata periodicamente e sempre sullo stesso tema generale a coloro che vi si sono iscritti via eMail o via Web (formulari).

La newsletter periodica è uno strumento utile ed economico per fidelizzare il cliente e per aggiornarlo sulle novità dell’azienda: può essere un mezzo commerciale finalizzato alla proposta di offerte e di servizi oppure è un’opportunità relazionale in cui farsi prossimi al target interessato e comunicare pensieri, idee, progetti…

I vantaggi della newsletter sono quindi proporzionali alla qualità dei contenuti e allo stile di comunicazione. Ecco di seguito alcune idee per arricchire i contenuti della newsletter:

  •  Intervistare un cliente o proporgli di inserire una case history nella vostra news;
  •  Inserire dei tutorial su processi specifici legati ai vostri prodotti o alle vostre offerte;
  •  Condividere successi o traguardi aziendali;
  •  Trasmettere notizie di settore;
  •  Presentare un servizio partner;
  •  Intervistare un dirigente dell’azienda o un dipendente;
  •  Presentare meglio l’azienda;
  •  Riassumere i lavori di un convegno o riproporre i contenuti di un seminario;

Promuovere di volta in volta un particolare aspetto del prodotto. È importante testare la propria capacità di sedurre gli altri. È 
fondamentale per gli uomini e per le donne, ma anche per un’email che, per via binaria, in immagini e testi deve integrare un carisma tale da trasformare i tentativi di seduzione in veri incontri commerciali.

Nel realizzare una campagna di email marketing e
 nell’impostare parole e messaggi è bene essere un 
po’ cauti ed esporsi a caselle di posta, pagine web
 e reti sociali con la stessa astuzia e prudenza che 
adopera una mamma nel benevolo tentativo di
 convincere un bimbo a fare i compiti.

Il rischio della scarsa attenzione è quello che, con il passare del tempo, nelle caselle di posta e in rete si crei un’altra identità diversa da quella che si vuole rappresentare.

Indirizzi email cadaveri o newsletter altisonanti, non conformi allo stile di comunicazione desiderato, rischiano di sopravvivere elettronicamente in quel mondo virtuale su cui tutti fanno affidamento per verificare l’affidabilità di un’azienda.

Chi non ha mai cercato in rete un nome nel tentativo di curiosare su una persona o su un’impresa? Mai inviare quindi all’esterno email che non siano state sufficientemente testate, che abbiano contenuti sconvenienti o che ricadano all’interno dell’archivio delle comunicazioni a cui i destinatari fanno accesso alla ricerca di un vecchio post particolarmente interessante.

Situazione ancora peggiore si verifica quando all’interno dello stesso account si utilizzano mittenti diversi in base alla comunicazione: inviare una newsletter a qualche migliaio di destinatari, utilizzando ad esempio un indirizzo email privato, anzichè quello aziendale, potrebbe fornire una serie di dettagli non voluti.

Chi realizza le campagne di email marketing vive largamente nella rete a cui resta connesso tramite pc o dispositivi mobile, per la gran parte della giornata. Le tracce che si lasciano su web sono innumerevoli.

Poter tenere sotto controllo l’abito on line di un’azienda diventa sempre più importante così come è funzionale arrivare vestiti in modo adeguato ad una cena di gala: buffa sventura è quella di chi si presenta in bermuda e canottiera davanti all’amministratore delegato di una grande azienda con cui si vorrebbe instaurare un rapporto di lavoro.

ANALISI DI UNA NEWSLETTER

Un esempio di come può presentarsi un messaggio di una eNewsletter è la numero 196 di Internet Marketing Chronicles, di cui proponiamo l’intestazione e alcune righe iniziali.

Le parti che abbiamo messo in grassetto ci permetteranno di spiegare brevemente alcune caratteristiche e funzioni di base di una eNewsletter.

The Internet Marketing Chronicles

http://www.marketingchallenge.com

“Time To Grow Your Online Business”

Issue 196 — April 26, 2006

IMC is published each Wednesday and distributed to over 100,000 Internet marketers and webmasters who have asked to receive it.

If you ever need to unsubscribe, simply send a blank email from the address below to mailto:unsubscribe@MarketingChallenge.com.
You have received this issue at: massaram@xyz.it
This is an opt-in emailing list and we have a copy of every subscription request on file.

BRANDING

The Internet Marketing Chronicles

La prima parte dell’intestazione ci introduce nella funzione di promozione del nome (brand) che detiene la proprietà della eNewsletter. Il fatto che, in questo come in molti altri casi, più di 100.000 persone si trovino settimanalmente davanti agli occhi il nome del fornitore di informazioni a loro utili e che essi stessi hanno personalmente ed esplicitamente richiesto, aiuta ad aumentare generalmente la percezione positiva del servizio e, quindi dell’azienda che lo sostiene.

Un esempio di come si possa dilatare questa percezione e, contemporaneamente, anche aumentare il numero degli iscritti alla eNewsletter, è rappresentato dal rinomato “word of mouth” o “passaparola”.

Nel nostro caso, l’inoltro del messaggio di una eNewsletter ad un amico che sappiamo interessato, è il modo più semplice perché una espansione del genere abbia luogo.

PROMOZIONE SITO

http://www.marketingchallenge.com

La seconda riga dell’intestazione rappresenta l’indirizzo (URL) della Homepage del sito Web a cui la eNewsletter fa riferimento. Questo collegamento ipertestuale, insieme a molti altri inseriti all’interno del corpo del messaggio, ha la funzione di aumentare il traffico di visitatori nelle pagine del sito.

Fra i vari espedienti usati per invogliare il lettore della newsletter a collegarsi direttamente al sito abbiamo l’inserimento nel messaggio stesso della newsletter di estratti interessanti di alcuni articoli o, più in generale, accenni a tematiche sviluppate e approfondite ampiamente nel sito web. Notiamo che, in questo modo, oltre all’obbiettivo promozionale, viene data una valida opportunità di approfondimento al lettore e si evita di dover inviare messaggi troppo lunghi che spesso non fanno che scoraggiare la lettura.

MESSA A TEMA E MISSION

“Time To Grow Your Online Business”

La terza e ultima riga dell’intestazione ci permette di parlare di altri due fattori fondamentali di una eNewsletter: il primo, la messa a tema, riguarda il fatto che ogni eNewsletter viene costruita su una tematica che, per quanto possa essere vasta, rimane comunque delineata ed esplicita (in questo caso, il business online); il secondo aspetto è la dichiarazione di uno scopo preciso (spesso in forma di promessa) che dovrebbe sempre rappresentare un valore aggiunto per il lettore.

La chiarezza e la coerenza nel tempo di entrambi gli aspetti si rivela fondamentale sia per l’identità della eNewsletter in sé, sia per rendere i lettori coscienti di “a che cosa appartengono” e, quindi, nei casi migliori, più attenti e attaccati al servizio a cui si sono iscritti.

PERIODICITA’

Issue 196 — April 26, 2006 / IMC is published each Wednesday

La regolarità temporale della pubblicazione è una delle caratteristiche basilari delle eNewsletter. Dal punto di vista dell’editore, la decisione su che tipo di periodicità adottare è frutto di uno studio sulle risorse disponibili.

Se il proprietario di una eNewsletter promette ai suoi l ettori una frequenza settimanale, questo significa che ha le risorse per uscire ogni settimana con qualcosa di nuovo (non pubblicare, e quindi venire meno alla promessa, comporterebbe una crisi nel rapporto con i lettori).

Osserviamo che, dallo studio delle risorse disponibili, dipende molto della credibilità dell’editore: promettere di uscire ogni giorno, senza avere qualcosa di veramente interessante da dire, equivale a perdere la fiducia che la quotidianità dell’offerta aveva suscitato.

Dal punto di vista del lettore, infatti, il fatto che ciò che ha chiesto gli verrà fornito con una certa regolarità (daily, weekly, biweekly, monthly, bimonthly), genera una mossa di fiducia verso l’editore.

CONDIVIDI


Questa mossa di fiducia è data dal fatto che la regolarità ha una connotazione positiva verso colui che la rende possibile: se una pubblicazione è regolare nel tempo, significa che dietro c’è un ordine, una pianificazione, un lavoro che rendono possibile che questo accada.

Ma, come abbiamo già detto, il livello dei contenuti, qualsiasi periodicità venga promessa, rimane il fattore cruciale perché la fiducia permanga.

who have asked to receive it. […] This is an opt-in emailing list PERMISSION E OPT-IN.

Questi due temi, che verranno ripresi più in profondità in altri post, riguardano, sinteticamente, il fatto che una eNewsletter è definita essere Opt-in quando i destinatari si sono iscritti volontariamente dando il loro permesso alle condizioni (tematica, mission, periodicità, utilizzo dei dati privati, etc.) dichiarate nella loro totalità dal proprietario della lista.

Altre caratteristiche importanti sono le quattro che descriveremo in un prossimo articolo (targettizzabile, misurabile, trackable, personalizzabile).

Fra tutti i modi che abbiamo visto di utilizzare l’eMail nel Marketing, le eNewsletter rappresentano senza dubbio uno dei più popolari, diffusi e utilizzati da chi fa business via Web per “bussare alla porta” degli utenti interessati:

eMail newsletters have rapidly gained popularity, especially in the hightech marketing arena. Every major high-tech information provider, including C|NET, CMP, IDG, and Ziff-Davis publishes free email newsletters, some on a daily basis. (Silverstein)

Sinteticamente, il successo delle eNewsletter dipende dal fatto di poter riassumere in sé tutti i vantaggi dell’eMail e di utilizzarli pienamente per il marketing.

REGOLE PER UNA NEWSLETTER DI SUCCESSO

1. Evita i filtri AntiSpam

Non ricorrere a software automatici di basso costo o alla mail con i nomi in CCN. Dovresti usare software di invio professionali. Invia con un Mittente chiaro (meglio se un nome e cognome) e con una mail di invio chiara e da un dominio relativo alla tua azienda o sito ufficiale.

Fai molta attenzione all’oggetto che usi e alle parole e punteggiatura. L’oggetto spesso è uno dei parametri utilizzati per comprendere la finalità “SPAM” di una mail.

2. Massimizza il Click-Trough rate

La struttura della pagina del messaggio email, spesso formattata HTML, può facilitare oppure ostacolare alcune operazioni, tra cui quella di cliccare il link che porta alla pagina che contiene il prodotto o l’offerta. Numerose ricerche ci dimostrano che la maggior parte degli utenti rispondono meglio ad un link testuale che non ad un banner o un bottone grafico. Se includi dei link nel tuo messaggio, cerca di inserirlo in formato testuale, sottolineato, e di colore blu, possibilmente in grassetto. Questo porterà la maggior parte di click trough, con l’implicito aumento delle conversioni o vendite.

3. La forza della personalizzazione

In quali di queste situazioni ti gireresti in un supermercato: se senti qualcuno dietro a dire “Ciao”, oppure se senti “ciao Mario”? (assumendo che ti chiamo Mario).

La forza della personalizzazione dovrà essere implementata nei tuoi messaggi e-mail. Infatti, iniziando il messaggio con “Salve <nominativo>”, invece di dire semplicemente “Gentile membro della lista”, puoi incrementare sia i click trough sia le conversioni di oltre il 100%.

Per quale ragione? Perché i sottoscritti sentiranno che sono già in relazione con te e daranno quindi maggiore fiducia ed attenzione a quello che scrivi.

4. Rimozione con un click

Se vuoi che la tua lista cresca, avrai bisogno di 2 cose: una doppia procedura opt-in e una semplicissima procedura di opt-out. Secondo le norme europee è obbligatorio fornire il link per la rimozione della lista. Questo link dovrà portare ad una pagina – cortese – da dove l’utente deve essere in grado di rimuoversi con un click dalla tua mailing list.

5. Conferma della sottoscrizione

Non rischiare di essere accusato di spam. Usa sempre una procedura opt- in composta da due fasi. Dopo aver lasciato il suo indirizzo e-mail, l’utente sottoscritto deve ricevere un messaggio di verifica e di conferma.

In questo e-mail ci deve essere un link che porta ad una pagina di ritorno al tuo software email-marketing, tramite la quale si verifica che la casella sia dell’utente giusta.

Solo in questa fase, dopo la conferma, l’indirizzo e-mail sarà inserito nel database della mailing list.

6. Martedì / Mercoledì = più risposte

Alcuni studi hanno mostrato che i giorni migliori per l’invio dei messaggi alla lista sono il Martedì e Mercoledì. Sono questi i giorni nei quali c’è la maggiore recettività e disponibilità di comunicazione, quindi in questi giorni avrai maggior probabilità di essere letto e avere click sui link, quindi vendite.

Nei giorni di Lunedì tutti sono ancora a riprendersi dal weekend, e tutti hanno maggior quantità di lavoro ordinario da svolgere. Giovedì e Venerdì sono già con il pensiero al weekend. Anche noi abbiamo osservato che la risposta migliore arriva Mercoledì, dopo pranzo.

Puoi temporizzare l’invio dei messaggi durante l’ora di pranzo, quando c’è anche meno traffico abituale, in modo tale da consegnare il materiale da leggere subito dopo il ritorno dalla pausa pranzo.

7. Autorisponditori e messaggi sequenziali

Un autorisponditore è un meccanismo di invio di un messaggio e-mail dietro la ricezione di un altro email. Nell’e-mail marketing il concetto di autorisponditore va però oltre a questo. Si tratta di un sistema di invio di messaggi programmati, legati non alla ricezione di un messaggio email ma piuttosto alla sottoscrizione dell’utente alla tua mailing list.

Gli autorisponditori sono un’importante mezzo per seguire in modo automatico gli aderenti alla lista. Ad esempio, se fornisci una news-letter gratuita, potresti configurare 3 autorisponditori (oltre il mail di conferma dell’opt-in descritto sopra).

Potresti inviare il primo messaggio un ora dopo l’adesione. Con un ringraziamento e un link da dove scaricare con uno sconto il tuo eBook. Il secondo lo invii 24 ore dopo, fornendo informazioni sul forum o sul blog del tuo sito al quale l’utente potrà partecipare per approfondimenti e, il terzo 72 ore dopo l’adesione, tramite il quale fornisci un’offerta speciale per diventare membro a pagamento di un’area riservata del tuo sito.

8. La chiave è la consistenza

tutti i messaggi inviati abbiano una forma consistente tra di loro. Mantenendo il look and feel consistente rafforzi il marchio e l’immagine, il che ti porterà ulteriori benefici nella conclusione delle vendite. Crea un template per la newsletter, e ogni volta che fai un nuovo invio usa la stessa impaginazione, gli stessi colori. Se il messaggio include pubblicità prova poi vari A-B testing sul posizionamento degli inserzioni, per ritrovare la struttura che ti restituisce il maggior numero di ritorni.

9. Puntualmente, ogni volta

Quando invii un email con cadenza regolare, assicurati di inviarlo nello stesso giorno, alla stessa ora.

10. Un secondo per l’oggetto

Nell’oggetto cerca di inserire un beneficio e non una caratteristica. Quale e-mail avrà più lettori, quello intitolato “Il primo messaggio newsletter della nostra azienda” oppure quello con l’oggetto “NostraNewsletter: 10 consigli per l’indipendenza economica”. Ebbene, non èra difficile indovinare.

11. L’aggancio del Bonus gratuito

Il gratis oggigiorno è sovra usato, specialmente su Internet. Tuttavia, se vuoi far crescere la tua lista, crea una risorsa di valore per i sottoscrittori ed offrila senza costi al momento dell’adesione. Per ripagare l’adesione, configura un autorisponditore ed invia l’url della risorsa gratuita. Sarà certo un bell’inizio.

12. L’anteprima del messaggio

I client di posta elettronica più diffusi, tipo Outlook o Eudora, mostrano una breve anteprima del messaggio selezionato. Per questo cerca di scrivere qualcosa di accattivante subito nel primo paragrafo. Se l’utente che usa questa funzionalità troverà subito interessante il messaggio avrai più probabilità che lo apra e lo legga tutto.

13. Link-Click Testing

Quando costruisci messaggi e-mail a scopo di marketing, cerca di riposizionare alcuni elementi chiave, tra cui link, loghi, bottoni o banner. Dopo un paio di invii segna i risultati, poi prova a modificare qualche elemento e confronta i risultati dei click.

Saprai così con maggior precisione che struttura dare al tuo template di invio, per messaggi con il giusto mix tra contenuto, immagini, click-trough e infine ovviamente vendite.

14. Statistiche

Oltre a monitorare i messaggi, non dimenticare di monitorare gli accessi del sito avuti tramite i vari invii di posta. Nel link che connette il messaggio alla Landing page inserisci una stringa di identificazione, in modo tale da poter distinguere le visite avute dai vari news-letter.

15. La firma

Includi sempre una firma in fondo al messaggio. Questa firma deve includere il tuo nome, il nome dell’azienda, del sito e un link per la rimozione dalla lista. Mentre il link unsubscribe è certamente quello che ti renderà di meno, il link al tuo sito potrà essere direzionato non necessariamente alla home page ma ad una offerta speciale o ad una pagina per un altro opt-in.

Ecco un esempio di firma:
Cordiali saluti,
Mario Rossi
Responsabile marketing – Azienda Srl. http://www.indirizzoweb.it

Per rimuoversi dalla lista:
http://www. indirizzoweb.it/unsubscribe…

CAUSE DEL FALLIMENTO DI UNA CAMPAGNA DI EMAIL MARKETING

Impostare una campagna di email marketing è un’operazione semplice se si utilizzano gli strumenti adeguati. Richiede certamente una buona conoscenza del target di riferimento e una chiara individuazione dell’obiettivo che si vuole raggiungere.

Di seguito 4 cause che determinano il fallimento di una campagna di email marketing.

Contenuti e grafica stantii.

Sforzati di essere creativo e di comunicare ciò che proponi in modo originale e con un po’ di brio senza essere troppo eccessivo, ma neanche ostinatamente sobrio. Un guizzo comunicativo, oltre ai soliti schemi, è spesso apprezzato, soprattutto se si tratta di una newsletter inviata periodicamente. Se hai un po’ di risorse investi nello sviluppo creativo.

Non dai il giusto valore ai tuoi contatti.

Ogni indirizzo email ha un suo costo. È finito nella tua lista in seguito alle tue strategie di comunicazione ed è una perla preziosa da custodire gelosamente, un potenziale strumento di crescita.

Non è invidiabile quella situazione in cui un utente scrive male di te sui forum o nei vari blog di settore. “Coccola” i tuoi indirizzi email nel tentativo di tenerli il più a lungo possibile all’interno delle tue liste.

Non hai ben capito cosa è l’email marketing.

Ti sfuggono tutti quei passaggi che portano un’email ad essere un vero e proprio strumento di business. Inviare un’email testuale tramite un normale client di posta non equivale a fare email marketing.

Non utilizzi adeguatamente le statistiche di invio.

Analizzare le metriche degli invii precedenti ti fornisce degli elementi imperdibili per migliorare la tua campagna di email marketing. Scoprirai ad esempio che molti utenti leggono l’email pochi secondi dopo il tuo invio. Probabilmente tali utenti hanno accesso alla casella di posta elettronica direttamente nel proprio ufficio o utilizzano smartphone e tablet: su questi dovresti puntare.

SEMPLICI TRUCCHI PER RENDERE EFFICACE UNA CAMPAGNA DI EMAIL MARKETING

Inviare un’email è un’operazione banale: un bambino che ha appena imparato i rudimenti della letto-scrittura e che fa parte di quella categoria di nativi digitali cresciuti a pappette, web e smartphone non impiega che qualche minuto per capire come impostare ed inviare un messaggio di posta elettronica.

Dal modo con cui i bambini comunicano si possono attingere alcuni semplici trucchi per rendere sempre più efficaci le campagne di email marketing.

Rendere il messaggio semplice

Un bimbo non percepisce la complessità, ma ha la necessità di comprendere in modo semplice quanto gli viene comunicato. Quanto più semplice è la comunicazione, tanto più immediata è la risposta: l’affezione al prodotto e l’acquisto sono il passo conseguente.

I destinatari di un’email non concedono molto tempo al mittente, prima di eliminare il messaggio o di passare all’email successiva. Essere brevi, semplici e concisi è un ottimo modo per aumentare il tasso di apertura.

“È mio!”

Nei primi anni di vita si è soliti avere un naturale atteggiamento egocentrico. Il bambino ha estremo bisogno di essere messo al centro dell’attenzione e di sentire che le attenzioni degli adulti sono a lui rivolte in modo esclusivo.

Il destinatario di una campagna di email marketing deve percepire la stessa attenzione, deve cioè intuire che il prodotto, proposto tramite email, è stato pensato per lui, per le sue specifiche esigenze.

Ha bisogno di essere trattato come l’unico destinatario di quella comunicazione. In quest’ottica è assolutamente importante una adeguata profilazione delle liste. Il contenuto dei messaggi deve essere il più possibile personalizzato, anche attraverso lo studio del comportamento dell’utente o tramite l’analisi delle statistiche di invio.

Utilizza la strategia del Carpe Diem

Il bimbo ha tutta la vita davanti, ma ha poca pazienza e, davanti ad una promessa, attende un tempo limitato. Un messaggio, per essere efficace, deve essere inviato in maniera tempestiva, magari in occasione di un grande evento.

In questo modo si può ottenere una percentuale di aperture e click superiore a quella che si potrebbe ottenere rispetto ad una newsletter normale pianificata con una scadenza fissa. Per poter utilizzare la strategia del “carpe diem” è però necessario uno strumento per la gestione delle campagne di email marketing che possa inviare in modo immediato le email.

LA PIANIFICAZIONE DI UNA CAMPAGNA DI EMAIL MARKETING

Ecco i passi standard che io farei per pianificare e sviluppare un’attività di email marketing. Ciò che segue, però, non vuole essere una “legge” ma una semplice linea guida modificabile secondo i tuoi obiettivi.

1. DESCRIZIONE DELLO SVILUPPO

  • Creazione del database contenente gli indirizzi email e i dati dei destinatari profilati;
  • Creazione del messaggio email da inviare ai destinatari della campagna di email marketing;
  • Invio e tracking dei risultati con la possibilità di rilevare il click dell’utente specifico;
  • Reportistica dei risultati ottenuti;

2. APPROCCIO AL LAVORO

Sono previste le seguenti attività di sviluppo:

  • ANALISI di dettaglio e definizione dei requisiti

Si comincia con la definizione di 2 aspetti importanti:

  1. Quali tipi di destinatari possono essere interessati alla comunicazione che si vuole attuare (target);
  2. Il numero di persone da raggiungere (volumi);

Una volta definite le categorie generali del target (es.: architetti lombardi, falegnami, geometri…) si passa al fissaggio delle priorità. Questa attività consiste nel valutare quali categorie sono più interessanti per gli obbiettivi posti dal cliente e al contempo permette di individuare fra queste quali prospects e/o sottocategorie potranno portare i risultati più significativi a breve e a lungo termine.

Questa prima valutazione non solo consente di delineare un quadro del target sia quantitativo che qualitativo , ma anche risulterà decisiva nell’analisi dei risultati e nella pianificazione dei passi successivi.

  • ANALISI e scelta del Software da utilizzare

In base agli obiettivi preposti, viene scelto un software o un’applicazione con cui realizzare la campagna di email marketing.

Il software, in questo caso, deve sostenere i seguenti requisiti:

  1. Gestione completa del database o funzione di scambio dati con il sito aziendale (cms) o possibilità di scegliere i destinatari della email per campi (cap, città…)
  2. Funzione tracking/report dei risultati generali
  3. Funzione tracking/report dei risultati individuali
  4. Funzione di personalizzazione dei messaggi
  5. Sicurezza dei dati

Reperimento indirizzi dei destinatari secondo il target prefissato

Il reperimento degli indirizzi email, appartenenti al target prefissato, a cui inviare il messaggio viene effettuato attraverso questi metodi:

  1. Advertising su newsletter di terzi che rispettano il target prefissato (es: portali tematici, portali ad hoc…)
  2. Noleggio o acquisto di liste di email che rispettano il target prefissato
  3. Invio di messaggi in mailing list di discussione e/o newsgroup che rispettano il target prefissato
  4. Installazione di una mailing list su uno o più siti del cliente, attraverso la quale raccogliere indirizzi email che rispettano il target prefissato
  5. Ricerca e profilazione di nominativi online legalmente rintracciabili o contatto con società che offrono come servizi attivita’ di email marketing e possiedono liste legalmente (es.: Addaconsulting)

N.B.: quando si parla di “target prefissato” significa persone interessate all’oggetto in discussione e alle quali interessa discutere o ricevere informazioni in merito all’oggetto di cui la comunicazione tratta. Il più delle volte tali persone danno liberamente e consapevolmente il loro indirizzo email per poter ricevere informazioni o partecipare a gruppi di discussione (quindi, LUNGI dallo SPAM!).

  • VERIFICA dei destinatari

La verifica della validità degli indirizzi email raccolti viene effettuata attraverso l’uso di software specifici (vedi esempio: email verifier).

  • DATABASE: creazione delle tabelle con destinatari profilati

La creazione delle tabelle nel database viene effettuata tenendo conto dei dati raccolti sui destinatari della email. Un maggior numero di dati disponibili permette la creazione di tabelle con campi più numerosi e, quindi, la possibilità di query complesse e profilate.

  • CREAZIONE del messaggio da inviare

La creazione del messaggio non è così banale e semplice come potrebbe apparire, ma deve tener conto di vari aspetti. Vediamo ora nel dettaglio le varie fasi per la creazione di un messaggio:

  1. Analisi e sviluppo del campo from
  2. Analisi e sviluppo del campo subject
  3. Analisi e sviluppo del campo header
  4. Analisi e sviluppo del campo body
  5. Analisi e sviluppo del campo footer
  6. Analisi e sviluppo del campo signature

Tutte le suddette fasi prevedono un’analisi sulla costruzione del messaggio di tipo linguistico-comunicativa e sulla personalizzazione stessa del messaggio.

  • INVIO del messaggio

L’invio del messaggio presenta le seguenti caratteristiche da scegliere:

  1. Opzione invio testo semplice
  2. Opzione invio html
  3. Opzione invio html e testo semplice
  4. Opzione pianificazione giorno e ora invio messaggio 5. selezione dei destinatari per categorie predefinite
  • TRACKING e Report dei risultati

Il tracking dei risultati permette di ricevere in tempo reale le informazioni sui link inseriti nel messaggio che sono stati visitati dagli utenti. Le informazioni presenti riguardano l’URL visitato, il numero di volte che è stato visitato, la percentuale rispetto agli altri link presenti nel messaggio e l’elenco delle persone che hanno visitato proprio quel link. Infine, rispetto alle priorità poste sul target verrà formulato un report strategico, riguardante lo svolgersi delle attività di email marketing del cliente.

3. DEFINIZIONE DELLE RISORSE

Le figure professionali e le risorse impiegate per l’esecuzione delle varie attività legate alla buona riuscita di una campagna di email marketing possono essere così distinte:

AGENZIA DI WEB MARKETING:

  • Project Manager: X gg
  • Content Manager: Y gg
  • Email Marketer: Z gg

AZIENDA CLIENTE:

  • Project Manager: N gg

PIANO GRAFICO DI SVILUPPO (esempio)

CONSIGLI PER DARE VALORE AI CONTENUTI

Sei alle prese con la realizzazione della tua comunicazione. Hai la necessità di promuovere il tuo prodotto e ti affidi alla posta elettronica per comunicare tutte le novità.

Questa email è importante e vorresti darle il giusto risalto. Non ti resta che pesare il valore delle parole: non tutte devono essere “urlate” attraverso l’uso del grassetto o la dimensione del font. Proviamo a dare la giusta importanza alle parole.

  • Sottolinea solo le parole chiave all’interno del testo, il nome del prodotto ad esempio. Deve essere ben chiaro ciò che desideri promuovere.
  • Evidenzia le parole gratis, gratuite o omaggio presenti nel corpo dell’email soprattutto se questi termini sono inseriti all’interno di un’immagine.
  • Se inserisci le immagini di nuovi prodotti o di articoli in promozione, inserisci un elemento grafico che contenga ad esempio la parola “new”, “novità”, “promo” o simili.
  • Inserisci in bella vista il numero di telefono se desideri essere ricontattato a voce.
  • Inserisci un numero di aree cliccabili molto ampio in modo che l’utente possa arrivare senza problemi alla pagina di destinazione.
  • Dai un grande rilievo grafico alla call to action anche inserendo una dimensione del font più grande rispetto al resto del testo.
  • Se promuovi un’offerta last minute, evidenzia graficamente il fatto che la promozione ha una durata limitata. Es. “Solo per oggi”, “Fino al…”

GLI ORARI PER L’INVIO DI UNA MAIL

22.00 – 09.00 Riposo totale

É un arco di tempo totalmente inopportuno per l’invio di email promozionali. Ogni sforzo impiegato nella realizzazione della comunicazione è vano. Anche le
caselle di posta elettronica hanno diritto ad un po’ di riposo e solo chi utilizza lo smartphone per leggere le email, se ha il dispositivo acceso, potrà visualizzare l’email in tempo reale.

09.00 – 10.00 Gli uffici si popolano

È quella fase in cui si accende il pc e si riacquista una connotazione spazio temporale. Leggere le email è l’usuale passaggio di iniziazione verso la giornata lavorativa. Le idee possono essere un po’ confuse dal sonno e dalla corsa verso l’ufficio, ma se la comunicazione è accattivante, può risvegliare l’attenzione di qualche utente dormiente.

10.00 – 13.00 Meglio non essere di intralcio

L’attività lavorativa incombe. Si tratta delle ore più produttive della giornata. Non si ha tempo per leggere le email commerciali.

13.00 – 14.00 Appetito VS Email

La battaglia è impari. L’appetito prende il sopravvento e nel tempo che rimane dopo il pasto o qualora si consumi un panino davanti al pc, si è soliti consultare i siti di news senza prestare troppa attenzione alla casella di posta.

14.00 – 15.00 Fase digestiva

I minuti che contraddistinguono il rientro dalla pausa pranzo sono il tempo favorevole per sfogliare velocemente le email in attesa di rientrare pienamente nel turbinio delle attività lavorative. Non è l’ora dei grandi acquisti, ma se un’email ha la capacità di catturare l’attenzione sarà poi ripresa in considerazione nel resto della giornata, magari a casa nel dopo cena.

15.00 – 18.00 Intenso lavoro.

È tempo di produrre il più possibile. Le 18 evocano un duplice pensiero: “Devo finire questa attività entro le 18…” e “Non vedo l’ora che siano le 18!”. Tra le 16 e le 16.30, nella pausa caffè c’è la possibilità di dare uno sguardino alle email, con particolare predilezione per le promozioni che interessano viaggi, vacanze e tempo libero.

18.00 – 20.00 C’è sempre qualcosa ancora da fare…

“Mi trattengo un po’ così mi porto avanti sul lavoro di domani…”. È l’ora dei report giornalieri, di quelle attività che richiedono un po’ meno concentrazione, dei lavori più creativi. La ricezione di qualche promozione legata al tempo libero o ai viaggi non è mai inopportuna.

20.00 – 22.00 A mente libera!

Le rete internet continua nel tentativo di spodestare la regina delle serate casalinghe: la TV. Si riprendono in esame le email commerciali arrivate durante l’arco della giornata e, qualche acquisto on line, non è così insolito.